domenica 13 agosto 2017

L'Antica Via Longa, da Como a Brivio


Fuori dagli stereotipi, la Brianza è una terra poco definibile. Per cominciare, i suoi confini sono vaghi e mutevoli.  Poi la composizione della sua gente si arricchisce costantemente per l’immigrazione in essere da secoli, l’economia è in continua sperimentazione ed evoluzione (basti pensare ai primissimi mulini sul Lambro ed ai moderni oggetti di design creati dalle avveniristiche fabbriche), l’architettura anticipa ed impone qui più che altrove i suoi stili (dal romanico dei Maestri Comacini al neoclassico delle ville di delizia) ed il paesaggio è in perenne adattamento per le opere dei suoi abitanti.  E’ una terra dove nell’antichità pare abbiano vissuto personaggi come Plinio il giovane, Virginio Rufo e sant’Agostino. Dove Parini, Stendhal, Manzoni e Gadda - per citare i massimi - scrissero e ambientarono pagine memorabili.  Eppure un’area così dinamica e frequentata da millenni non ha memoria delle sue antiche strade. L’individuazione degli assetti viabilistici dove sono transitate merci, idee, eserciti, santi, oltre che briganti, è fondamentale per comprendere il fluire della propria storia ed identità.


Un gruppo eterogeneo di appassionati, quali noi siamo, si sta dedicando da tempo alla ricerca delle antiche vie maestre della Brianza: fra queste la nostra attenzione si è focalizzata sulla misteriosa "Antica Via Longa". Questo asse viario doveva collegare Como con Bergamo (terminando ad  Aquileia) passando da Tavernerio, Montorfano, Alzate, Lurago, Inverigo, Nibionno, Bulciago, Cremella, la valle di Rovagnate, per poi oltrepassare l’Adda a Brivio.

L'antico e sinora inedito itinerario non è parto della nostra fantasia, ma è semplicemente emerso dallo studio di documenti medievali e di tratti lapidei. Si ipotizza che sia un' antichissima pista pre-romana (siti e necropoli dell’età preistorica si allineano); riutilizzata nel periodo tardo romano senza particolari interventi (nomi di luoghi di chiara origine romana ne sono testimoni silenti ); percorsa da Goti, Longobardi e Franchi (lo suggeriscono l’allineamento di torri d’avvistamento e le dedicazioni delle chiese) per poi finire nell’oblio, appena dopo la sconfitta di Como nella guerra con Milano (1127).  In alcuni tratti sono fortunatamente ancora visibili brandelli del percorso, verosimilmente d'epoca altomedievale.  L' Antica Via Longa si snoda fra paesaggi incantevoli e ancora agresti della Brianza, accarezzando castelli, chiese, torri, boschi e aree naturalistiche, sfiorati da corsi d'acqua in luoghi poco noti e ancor meno frequentati.


Crediamo che rilanciare questo affascinante itinerario storico rappresenti una significativa occasione per promuovere il nostro territorio, sia culturalmente che economicamente.  L’iniziativa è rivolta a chi per lavoro o per passione è interessato alla storia del territorio ed alla cultura locale. Il gruppo di lavoro persegue la conoscenza della fascia collinare briantea in maniera capillare, coinvolgendo amministrazioni comunali e provinciali, associazioni attive sul territorio e storici locali al fine di reperire informazioni e documenti inerenti all' Antica Via.  Le diverse escursioni già avvenute nei tratti esplorati, che hanno visto un' entusiasmante adesione popolare, sono state l’atto conclusivo di una ricerca multidisciplinare in continuo divenire. Questa iniziativa si aggiunge all'apertura di un'altra via antica, la "Strada dei Visconti" ("via milanesa" per i briantei, "strada valassina" per i milanesi), che collegava Milano con Erba-Incino.

AnticaViaLonga
per info: anticavialonga@tin.it -  tel 3476109278

Leggi anche:
L'antica via della Valle del Cosia
L'antica Via Longa fra monumenti e paesaggi sconosciuti
Da Inverigo ad Alzate Brianza lungo l'antica "Via Longa"

Alla scoperta della "Via Longa", storico percorso che collegava Como con Bergamo

domenica 6 agosto 2017

Cumuli di terre e rocce da scavo nel Parco Brianza Centrale


Potature selvagge e cumuli di terre e rocce di scavo: non c'è pace per le aree verdi del comune di Seregno.

Solo una settimana fa Legambiente Seregno segnalava la potatura selvaggia di una serie di carpini lungo viale Nazioni Unite (appena al di fuori del perimetro del parco Brianza Centrale).


E' di quest'oggi, invece, la segnalazione di cumuli di terre e rocce da scavo in prossimità dell'area pic-nic nel Parco 2 Giugno (PLIS Brianza Centrale).


Sul posto è intervenuta anche la Polizia Locale di Seregno e una Guardia Ecologica della Provincia MB che hanno verbalizzato.

Aggiornamento 16/08/2017


Siamo ripassati nell'area pic-nic del Parco 2 Giugno ed i cumuli di terra da scavo sono diventati una collinnetta. Molto probabilmente si è trattato di un lavoro programmato dagli uffici tecnici comunali.

Per i prossimi lavori all'interno del PLIS riteniamo opportuno - per evitare allarmismi e conseguenti perdite di tempo - che gli uffici interessati si facciano carico di apporre almeno un avviso in prossimità dei lavori e di avvisare le GEV e la Polizia Locale.

Seregno: 28° Festa popolare "Madonna della campagna"


Otto giorni su due week end, 1, 2 e 3 settembre e 7, 8, 9, 10 e 11 settembre, ventiquattro ore di musica live suonata dalle migliori orchestre italiane, oltre 70 volontari impegnati. E poi la cucina con i piatti tipici brianzoli, esibizioni sportive, eventi agricoli e momenti dedicati ai più piccoli.

Sempre con un occhio di riguardo all’ambiente. Quest’anno, infatti, la festa sarà a «impatto zero» grazie al progetto «Greenfest» di Gelsia Ambiente.

Due gli eventi musicali clou. Giovedì 7 settembre è in programma l’esibizione di Omar Codazzi, uno degli artisti più apprezzati del panorama della musica da ballo italiana, con la figlia Aurora, reduci dalla vittoria nel talent show di Raiuno «Standing Ovation» condotto da Antonella Clerici. Sul palco con loro ci sarà il ciuffo biondo più famoso della televisione italiana, il grande Cristiano Malgioglio.

Sabato 9 settembre, invece, sul palco del Fuin salirà la «Storica Orchestra Italiana Casadei», l’orchestra italiana da ballo più famosa al mondo: da «Romagna Mia», successo planetario con oltre 4 milioni di copie vendute, a «Ciao Mare», passando per «La Mazurca di Periferia» tutti i più grandi successi saranno cantati da Mirko Casadei, figlio del grande Raul.

Durante il primo weekend, domenica 3 settembre, ci sarà la seconda edizione di «SportiVol», un grande villaggio sportivo dove grandi e piccini potranno avvicinarsi al proprio sport preferito, dalla pallavolo al karate, dall’hockey al basket. Nel pomeriggio è in programma una dimostrazione di acrobazie ai limiti della legge di gravità con il team di «Quad Evolution» di Roberto Poggiali, considerato uno dei migliori stunt rider Europei a bordo di quad.

Al centro del secondo weekend, domenica 10 settembre, ci sarà la «Fiera del Bestiame», giunta alla ventitreesima edizione. «In campagna è tutta un’altra storia» è lo slogan scelto per questa edizione perché oltre ad un’attenta esposizione di animali di varie razze, dalla Pecora Brianzola, genere in via d’estinzione, ai bovini di Razza Frisona, di origine olandese e molto diffusi nel Nord Italia, alla mostra di trattori e macchine agricole d’epoca, direttamente dalla Val Trompia, e al «Farmer market» con i prodotti tipici dell’agricoltura lombarda, saranno ricostruite le origini medioevali di Seregno, il «locus Serennio»: un villaggio medievale classico con antichi mestieri, stalle e circondato da campi di cereali che porterà i visitatori indietro nel tempo, fino all’Annus Domini 1117. E per i più piccoli «ExCalibur», un laboratorio ludico che li trasformerà per un giorno in cavalieri medievali.

La conclusione, come da tradizione, è affidata ad uno spettacolo di fuochi d’artificio che nella serata di lunedì 11 settembre farà calare il sipario su questa ventottesima edizione.

Info: www.madonnadellacampagnaseregno.com

giovedì 3 agosto 2017

Allarme ozono in Brianza

Foto tratta da http://www.cdt.ch
di Gianni Del Pero, consigliere regionale WWF Lombardia

Con il caldo è tornato anche l'ozono, che questa volta ha superato anche la soglia di allarme...ARPA Lombardia fornisce indicazioni sui comportamenti diretti alla tutela della popolazione (cose facili, anche consigli alimentari) e sui Comportamenti da adottare per la riduzione dell’Ozono (cose semplici, ma...anche impopolari). Abbiamo richiesto all'Amministrazione Comunale di Meda di estendere queste informazioni tramite i propri canali, ma la criticità riguarda tutta l'area sottesa dalla centralina di Meda e più in generale la pianura padana.

Leggi: http://www2.arpalombardia.it/qariafiles/relazioniAnnuali/InformativaOzono.pdf


Oggetto: Qualità dell’aria  rilevata alla centralina ARPA di Meda. Superamento del limite di allarme per Ozono.

Gent.mi, avrete avuto notizia che la qualità dell’aria nella nostra città, relativamente al parametro Ozono, è pessima. In particolare già ieri, alla centralina ARPA di Meda, è stato rilevato il superamento della soglia di allarme, dopo che nei giorni scorsi si erano avuti superamenti della soglia di informazione.

La soglia di informazione, definita come il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione nel suo complesso, impone di assicurare informazioni adeguate e tempestive. 

La soglia di allarme, invece, rappresenta il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati.

ARPA Lombardia informa sulle criticità legate ai superamenti dei limiti dell’Ozono e suggerisce azioni di informazione e tutela della popolazione esposta.

“Poiché l’intensità degli effetti dell’ozono cresce con la durata dell’esposizione dell’individuo, la regola principale è quella di limitare l’esposizione e quindi principalmente limitare le attività all’aria aperta nelle ore di maggiore insolazione, generalmente dalle ore 12.00 alle ore 16.00. E’ quindi consigliato di limitare i lavori pesanti o le attività sportive nelle prime ore della mattina o in serata, quando i livelli di ozono saranno diminuiti. Le ore più calde della giornata andrebbero trascorse in ambienti chiusi, avendo l’accortezza di ventilarli nei momenti freschi come la mattina presto o la sera. Anche l’alimentazione nelle giornate di alti livelli di l’ozono ha una grande importanza. Una dieta ricca di sostanze antiossidanti può aiutare ad abbassare la sensibilità di un individuo all’ozono ed è quindi consigliato, in questi periodi, privilegiare cibi che contengano tali sostanze. I cibi ricchi di antiossidanti sono principalmente frutta e verdura di stagione; per esempio la vitamina C è disponibile in pomodori, peperoni, patate, cavoli, broccoli, verdure a foglia verde, agrumi, fragole, meloni. Utile a tale scopo è anche la vitamina E (uova, asparagi, avocado, noci, mandorle, germe di grano, olio di oliva, olio di arachidi, olio di germe di grano, olio di fegato di merluzzo) e il selenio (pollo, fegato, tonno, molluschi, pomodori, broccoli, cavoli, cipolle, funghi, cereali integrali, lievito di birra, germe di grano). Chiaramente per i soggetti rientranti nelle categorie a rischio, e in generale per le persone anziane e per i bambini, è consigliabile applicare questi suggerimenti anche con livelli di ozono inferiore alla soglia di informazione (180 mg/m3 ).”

Sempre ARPA fornisce indicazioni per comportanti da adottare per la riduzione dell’ozono (anche mediante azioni individuali, la cui promozione, peraltro, potrebbe anche risultare impopolare, in particolare le ultime in elenco):

“Anche il singolo può concretamente contribuire a limitare la formazione di Ozono, cercando ad esempio di:
  • ridurre l’uso degli autoveicoli privati, soprattutto se diesel, privilegiando l’impiego dei mezzi pubblici;
  • utilizzare in modo condiviso l’automobile, per diminuirne i chilometri percorsi e quindi le relative emissioni;
  • cercare di mantenere una velocità costante, mantenendo una velocità compresa tra i 70 km/h e i 90 km/h in ambito extraurbano;
  • verificare periodicamente gli scarichi dei veicoli soprattutto per quelli non catalizzati e diesel;
  • prediligere l’impiego di vernici all’ acqua o ad alto secco;
  • ridurre la quantità di smacchiatori e solventi che si usano in casa;
  • evitare l’accensione di fuochi e barbecue”.
Con la presente invitiamo quindi l’Amministrazione Comunale ad estendere attraverso i suoi canali l’informazione sui Comportamenti diretti alla tutela della popolazione fornendo nel contempo indicazioni sui Comportamenti da adottare per la riduzione dell’inquinamento da Ozono.

Montorfano: il buon esempio dei volontari dell'associazione "L'Ontano"


Giovedì  27  luglio  2017  nel  primo  pomeriggio  i  volontari  de  L'Ontano  hanno  dato  una prova pratica di servizio alla Comunità.
Da tempo ormai sono noti i grossi problemi che agitano la vita della Riserva e che vedono contrapposti il Parco Valle Lambro, le Amministrazioni Comunali pertinenti per territorio (Montorfano e Capiago Intimiano) e un privato.
Tra  questi,  forse  il  più  appariscente,  è  quello  della  raccolta  dei  rifiuti  nell'area  della Riserva.
Da quando è andato in pensione l'operatore ecologico preposto a tale compito, il Parco ha incaricato una ditta specializzata per la raccolta dei rifiuti di provvedere alla pulizia della Riserva due volte alla settimana, il lunedì e il venerdì.

Ultimamente però, nel pieno della stagione estiva, i rifiuti sono aumentati e sono passati da "rifiuti da picnic"  a  rifiuti più propriamente "domestici"  o addirittura "ingombranti" per la presenza di coperte, indumenti, materassi, elettrodomestici, creando difficoltà per la raccolta.
In Riserva i cestini dell'immondizia erano sempre più colmi e la spazzatura si accumulava anche per  terra  attorno  ai  raccoglitori.  Le  proteste  molto  spesso  sono arrivate  anche su Facebook e a volte hanno causato accese polemiche.

Così i volontari de L'Ontano hanno deciso di dare il buon esempio e nel pomeriggio di giovedi, armati di sacchi, rastrelli, sono entrati in Riserva e hanno dato una ripulita a tutta la zona.
Non è la prima volta non sarà di certo l'ultima, che L'Ontano, di sua spontanea volontà, non  sollecitato  da  alcuno,  effettua  interventi  di  questo  genere  a  favore  della  "Natura", (pulizia  e  ripristino  dei  sentieri,  di  rogge  e  zone  umide,  pulizia  e  governo  dei  boschi) realizzando  così  concretamente  alcuni  degli  obiettivi  del  gruppo:  il  rispetto  e  la  tutela dell'ambiente.

In un recente incontro con il Sindaco, i Volontari hanno presentato un elenco di aree che avrebbero  bisogno di  un  recupero  ambientale,  chiedendogli  di  ottenere dai  proprietari  i permessi  per  gli  interventi  che  si  sono  impegnati  ad  effettuare.

A  tale  scopo  il  Gruppo  chiede  la  collaborazione  di  tutti  gli  abitanti  del  paese.
Da ultimo, ma non per importanza, il Sindaco ha ringraziato pubblicamente i volontari per aver offerto un esempio pratico di buona volontà e collaborazione.

Contatti:
Sito internet: www.gruppoontano.org - E-mail: associazione@gruppoontano.org

martedì 1 agosto 2017

Il 2 agosto, giorno dell'Overshoot Day, calcola il tuo giorno dell'Overshoot e #movethedate


Il Global Footprint Network, una organizzazione internazionale di ricerca, sta caratterizzando il Giorno del sovrasfruttamento della Terra con il lancio di un calcolatore dell'impronta ecologica personale che funzionerà bene anche sui dispositivi mobili. Si trova qui www.footprintcalculator.org.

L' Earth Overshoot Day è la data in cui la domanda di natura dell'umanità supera ciò che la Terra è in grado di rigenerare in un intero anno. Quest'anno il giorno del sovrasfruttamento cade il due agosto, la data più in anticipo da sempre.

I costi di questo sforamento ecologico globale includono la deforestazione, la siccità, la scarsità di acqua dolce, l'erosione del suolo, la perdita di biodiversità e l'accumulo di anidride carbonica nell'atmosfera.

Il nuovo calcolatore dell'impronta permette agli utenti di misurare la loro domanda di natura (Impronta Ecologica) e di valutare il loro personale giorno di sovrasfruttamento della Terra.

Il giorno di sovrasfruttamento della Terra di un utente è la data che si otterrebbe se tutti gli abitanti della Terra avessero una impronta uguale alla sua.

Una data dell' Earth Overshoot Day personale più anticipata rispetto al due agosto significa che si ha una impronta più alta di quella media mondiale.

Se cade prima del 19 maggio significa che si ha una impronta più elevata di quella media dell'Italia, se cade prima del 14 marzo è più alta di quella media degli Stati Uniti. Le date per tutte le nazioni sono disponibili qui .

Solutions to #movethedate

In occasione dell' Earth Overshoot Day del 2017, il Global Footprint Network, insieme a oltre trenta partner, sta segnalando soluzioni e impegni personali a #movethedate. Se ogni anno facessimo arretrare di 5 giorni il giorno del sovrasfruttamento, torneremmo a vivere entro i limiti di un solo pianeta entro il 2050; attualmente stiamo consumando 1,7 pianeti Terra. Ridurre del 50% la componente dell’Impronta Ecologica globale dovuta all'assorbimento di anidride carbonica, sposterebbe la data dell’Overshoot Day verso la fine dell’anno di 89 giorni.

Il cibo è un altra importante causa dell'impronta ecologica.


Quest'anno il Global Footprint Network ha collaborato con il Barilla Center for Food & Nutrition per creare una infografica che propone soluzioni alimentari per abbassare l'impronta ecologica. Dimezzare i rifiuti alimentari in tutto il mondo potrebbe spostare la data del giorno del sovrasfruttamento di 11 giorni; mangiare meno alimenti a base di proteine in tutto il mondo potrebbe spostare l'Overshoot Day di 31 giorni.

Un elenco di soluzioni esistenti che richiedono interventi coordinati e che ci consentono di diminuire il sovrasfruttamento è disponibile qui.

“Il nostro pianeta è finito, ma le possibilità umane non lo sono. Vivere all’interno delle capacità di un solo pianeta è tecnologicamente possibile, finanziariamente vantaggioso ed è la nostra unica possibilità per un futuro prospero”, ha dichiarato Mathis Wackernagel, CEO del Global Footprint Network e co-creatore dell’Impronta Ecologica. “Speriamo che il nostro nuovo calcolatore dell'impronta consenta a milioni di persone in tutto il mondo di esplorare soluzioni per la sostenibilità e di rincuorarsi grazie alle possibilità disponibili per la società ".

Più di due milioni di persone nel mondo, incluso studenti e educatori, hanno utilizzato l'anno scorso il calcolatore del Global Footprint Network.

Il nuovo Calcolatore

Il nuovo Calcolatore dell'impronta va oltre la valutazione degli impatti degli utenti sul pianeta e sulle emissioni di carbonio. Permette agli utenti di giocare con opzioni, di conoscere soluzioni ed esplorare esempi di pratiche sostenibili. L'impronta ecologica di una persona è la quantità di superficie produttiva del pianeta necessaria per fornire tutto quello che usa, comprese le aree per produrre cibo, fibre e legname; per accogliere le infrastrutture urbane e per assorbire le emissioni di anidride carbonica provenienti dalla combustione di combustibili fossili.

Il nuovo calcolatore, ancora una versione “beta”, è disponibile solo in inglese, ma con i prossimi aggiornamenti terrà conto delle varie nazioni, sarà multilingue e più divertente. Questa prima fase del nuovo calcolatore, finanziata dalla Fondazione MAVA, è stata sviluppata dal Global Footprint Network in collaborazione con Free Range Studios, una delle principali società di consulenza in materia di design e innovazione statunitense e creatrice della “Story of Stuff (Storia delle cose).

Il nuovo calcolatore si basa sugli ultimi dati e metodologie del Global Footprint Network, che monitora l'uso delle risorse ecologiche e la bio-capacità di più di 200 paesi e regioni dal 1961 ad oggi. Questi calcoli sulle risorse si basano principalmente sui dati delle Nazioni Unite. I risultati del Global Footprint Network circa l'impronta ecologica sono disponibili online nella sua piattaforma dati aperta data.footprintentwork.org.

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Risorse aggiuntive
Per calcolare il tuo personale Giorno del Sovrasfruttamento e la tua Impronta Ecologica, visita: www.footprintcalculator.org
Più informazioni sull' Earth Overshoot Day: www.overshootday.org
Per seguirci sui social media: #movethedate
Earth Overshoot Day infographics: http://www.overshootday.org/newsroom/infographics/
I dati sull'Impronta ecologica nel mondo sono disponibili sulla piattaforma aperta di dati Footprint Explorer: http://data.footprintnetwork.org/index.html

Il Global Footprint Network
Il Global Footprint Network sta cambiando il modo in cui il mondo gestisce le proprie risorse naturali attraverso
METODI DI MISURA semplici, significativi e modulabili;
IDEE OPERATIVE per il consumo e la disponibilità di risorse naturali
STRUMENTI ed ANALISI per informare e guidare decisioni consapevoli

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Contatti:
Lista Civica Italiana è lieta di collaborare con il Global Footprint Network per la traduzione e la diffusione in Italia del presente comunicato ufficiale del GFN
Roberto Brambilla r.brambilla@mclink.it 338 88 03 715

La tutela del Lago Montorfano e il caso del volantino fraudolento


a cura del Gruppo L'Ontano di Montorfano

La nostra Associazione da sempre segue con la massima attenzione gli interventi fatti dal Parco Valle Lambro (che sarà chiamato in seguito Parco) e  dell’Amministrazione Comunale  per tutelare la Riserva. Senza ombra di dubbio si può affermare che la situazione è molto complessa e di difficile lettura, soprattutto dopo la  tardiva posa dei cartelloni, il loro riposizionamento con le dovute correzioni e la comunicazione del Parco della data in cui sarebbero scattate le sanzioni sui comportamenti scorretti che però non sono mai state date.

La vicenda è diventata ancora più complessa con la comparsa di alcuni “volantini” con un destinatario e con la firma del Direttore del Parco, definiti dal Parco stesso nella sua denuncia presentata alla Procura della Repubblica del Tribunale di Como e come riportato nel loro comunicato stampa “un volantino contraffatto, fraudolento e manipolato” distribuito da ignoti nella zona del “parcheggio” del Lido,che però hanno rivelato l’esistenza di un documento ufficiale, firmato dal Direttore del Parco, di difficile lettura e interpretazione che va a complicare ulteriormente l’applicazione della normativa vigente (risalente al 2012) la cui stesura è costata a noi tutti una cifra ragguardevole.

L’Ontano  si impegna  a far conoscere entro breve tempo, una sua lettura di tutta la complicatissima vicenda che vede come interlocutori, a vario livello, il Parco, l’Amministrazione Comunale e  il proprietario del  cosi detto  “parcheggio” all’interno della Riserva.

Si fa presente inoltre che ci sono altri e gravi problemi da risolvere, quali: il controllo dei prelievi di acqua operati dal Golf per innaffiare il Green, la disciplina delle questione della balneazione fatta in zone non adatte a tale scopo, l’inquinamento acustico e luminoso operato da parte di esercizi che sorgono sulle rive del lago, principalmente dal Ristorante Sant’Andrea, la verifica della qualità delle acque e la mancata collaborazione con l’ARPA.

L’Ontano comunica che sul suo sito internet e sulla sua pagina Facebook verrà pubblicata tutta la corrispondenza in entrata ed in uscita per documentare tutte le sue attività e tutti i suoi interventi.

L’associazione rende noto inoltre che ogni primo mercoledì del mese, a partire da prossimo 4 ottobre 2017, nella sua sede di via Al Dosso 1, sarà lieta di ricevere gli abitanti di Montorfano e di dialogare con tutti coloro che desidererano avere informazioni e chiarimenti sui problemi ambientali della nostra Riserva e del nostro Paese.

sabato 29 luglio 2017

Notte delle stelle all'Oasi Lipu di Cesano Maderno


Sabato 12 agosto 2017, dalle ore 20

NOTTE DELLE STELLE

All’Oasi di Cesano Maderno la serata, patrocinata dall’amministrazione comunale, si articolerà in due parti: inizierà alle ore 20 con uno Spettacolo musicale organizzato dall’associazione culturale “musicandolavita”. Dalle ore 21, con l’astrofilo Gianfranco Bonfiglio di Bovisio Masciago, si osserverà il cielo mentre con i volontari Lipu si potrà passeggiare sui sentieri dell’Oasi, sostando qua e là, per scoprire il fascino notturno dell’Oasi.
Concluderemo la serata con un piccolo rinfresco sul terrazzo del Centro Visite “Alex Langer”.
La “Notte delle Stelle” chiuderà il programma estivo degli “eventi natura” dell’Oasi Lipu.
Le attività riprenderanno a Settembre con un calendario ricco di iniziative.
Il centro visite rimarrà chiuso al pubblico per una pausa estiva dal 14 al 29 Agosto.

Programma della serata

Prima parte, dalle ore 20 alle ore 21 (partecipazione con offerta libera)
Spettacolo musicale organizzato dall’associazione culturale “musicandolavita”
Rassegna tango argentino – inizio novecento
Brani di musica classica per pianoforte
Pianista: Asako Watanabe
Cantante argentino: Nicolás Causero

Seconda parte, dalle ore 21 alle ore 23
Osservazione del cielo lungo i sentieri dell'Oasi 
(partecipazione con donazione minima € 5; € 3 bambini dai 5 anni in sù e Soci Lipu)
La partecipazione alla serata è su prenotazione obbligatoria, posti limitati.

Informazioni e prenotazioni allo 0362.546827
IN CASO DI MALTEMPO LA SECONDA PARTE DELLA SERATA VERRA’ ANNULLATA.

lunedì 24 luglio 2017

Ancora Pedemontana? Il fallimento verrà discusso l'11 settembre


di Dario Balotta, Responsabile trasporti di Legambiente

Con il rinvio all’11 settembre il giudice del tribunale di Milano ha riconosciuto la fondatezza dell’analisi dei PM che hanno chiesto il fallimento di Pedemontana. Il Governatore lombardo Roberto Maroni deve prendere atto del fallimento di Pedemontana e del federalismo autostradale. Oggi esce ancora una volta compromessa la credibilità di Pedemontana e delle sue prospettive di completamento  visto che  la ricerca di nuovi finanziatori  dura invano da 5 anni. E’ impossibile pensare che la Pedemontana possa avere un ruolo e pagarsi i costi con i ricavi da  traffico  dopo i fallimenti di TEEM e Brebemi che per stare in piedi, con un terzo del traffico previsto, hanno dovuto essere stampellate da garanzie pubbliche e aiuti di Stato.

Overshoot Day 2017


Secondo il Global Footprint Network, l’organizzazione di ricerca internazionale che ha dato avvio al metodo di misura dell’Impronta Ecologica (in inglese Ecological Foorprint) per il calcolo del consumo di risorse, il 2 agosto di quest’anno è il giorno in cui l’umanità avrà usato l’intero budget annuale di risorse naturali. Il 60% di questo budget è rappresentato dalla richiesta di natura per l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica.
Il Giorno del Sovrasfruttamento delle risorse della Terra (in inglese Earth Overshoot Day) rappresenta la data in cui la richiesta di risorse naturali dell’umanità supera la quantità di risorse che la Terra è in grado di generare nello stesso anno. La data dell’Earth Overshoot Day è caduta sempre prima nel calendario: dalla fine di settembre del 1997 al 2 agosto di quest’anno, mai così presto da quando il mondo è andato per la prima volta in sovrasfruttamento nei primi anni ’70. In altre parole, l’umanità sta usando la natura ad un ritmo 1,7 volte superiore rispetto alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi. È come se ci servissero 1,7 pianeti Terra per soddisfare il nostro fabbisogno attuale di risorse naturali.
I costi di questo crescente sbilanciamento ecologico stanno diventando sempre più evidenti nel mondo e li vediamo sotto forma di deforestazione, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera.
#movethedate: sposta la data verso la sostenibilità
Possiamo però invertire questa tendenza. Se posticipassimo l’Overshoot Day di 4,5 giorni ogni anno, potremmo ritornare ad utilizzare le risorse di un solo pianeta entro il 2050.
“Il nostro pianeta è finito, ma le possibilità umane non lo sono. Vivere all’interno delle capacità di un solo pianeta è tecnologicamente possibile, finanziariamente vantaggioso ed è la nostra unica possibilità per un futuro prospero”, ha dichiarato Mathis Wackernagel, CEO del Global Footprint Network e co-creatore dell’Impronta Ecologica. “In definitiva, posticipare nel calendario la data del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra è quello che davvero conta”.
Per dare rilevanza al Giorno di Sovrasfruttamento di quest’anno, il Global Footprint Network mette in evidenza alcune possibili azioni da mettere in pratica sin da oggi e stima il loro impatto sulla data del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra nei prossimi anni. Ad esempio, la riduzione degli sprechi alimentari del 50% in tutto il mondo potrebbe posticipare tale data di 11 giorni; invece, ridurre del 50% la componente dell’Impronta Ecologica globale dovuta all'assorbimento di anidride carbonica, sposterebbe la data dell’Overshoot Day verso la fine dell’anno di 89 giorni.

Azioni individuali
Per supportare questa trasformazione, il Global Footprint Network, insieme a quasi 30 partner in tutto il mondo, sta incoraggiando le singole persone a contribuire al progetto #movethedate proponendo semplici azioni concrete. Questo processo prevede una maggiore conoscenza dei fattori chiave in grado di influire sulla sostenibilità e la sperimentazione di nuovi stili di vita per abbassare la propria Impronta Ecologica. Il Global Footprint Network propone queste sfide sia su un piano educativo che giocoso, in modo che i partecipanti possano imparare divertendosi, partecipando ad esempio ad un concorso fotografico.
Quest’anno, all’avvicinarsi del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra, il Global Footprint Network lancerà anche un nuovo strumento di calcolo dell’Impronta Ecologica, l’Ecological Footprint calculator, per permettere ad ogni singolo utente di calcolare il proprio Giorno del Sovrasfruttamento personale. Ad oggi, l’attuale calcolatore (www.footprintcalculator.org) viene utilizzato da più di 2 milioni di persone all’anno.

Una trasformazione sistemica
Un cambiamento sistemico è fondamentale per posticipare la data del Giorno del Sovrasfruttamento. Per questo il Global Footprint Network, che all’inizio di quest’anno ha lanciato la sua piattaforma dati aperta a tutti, contribuisce a diffondere nel mondo le soluzioni identificate da due organizzazioni: Project Drawdown e McKinsey & Company. Sulla base del lavoro di queste due organizzazioni, il team di ricerca del Global Footprint Network ha calcolato di quanti giorni verrebbe posticipato il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra se tali soluzioni venissero implementate.
“La sola componente di anidride carbonica dell’impronta è più che raddoppiata dagli inizi degli anni ’70 e rimane la componente che cresce più rapidamente, contribuendo così al divario tra l’Impronta Ecologica e la biocapacità del pianeta”, ha dichiarato Wackernagel. “Per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima, l’umanità dovrebbe uscire dall’economia dei combustibili fossili prima del 2050, contribuendo già di gran lunga a risolvere il problema dell’umanità relativo al sovrasfruttamento delle risorse”.

Segnali incoraggianti
Gli ultimi dati del Global Footprint Network offrono segnali incoraggianti: stiamo iniziando a muoverci nella giusta direzione. Ad esempio, tra il 2005 e il 2013 (l’ultimo anno per cui esistono dati affidabili) l’Impronta Ecologica pro capite negli USA è scesa quasi del 20% rispetto al suo picco. Questo significativo cambiamento, che include il risollevamento post-recessione, è associato principalmente alla diminuzione delle emissioni di anidride carbonica. Nello stesso periodo, il PIL pro capite USA è cresciuto del 20%. Questi risultati fanno quindi degli Stati Uniti un significativo caso di disaccoppiamento tra la crescita economica e il consumo di risorse naturali, che seguono infatti andamenti opposti.
Nonostante l’inversione di rotta del governo nazionale degli Stati Uniti sulla protezione del clima, molte città, singoli Stati e grandi imprese americane stanno raddoppiando i loro impegni. Inoltre, la Cina, il paese con la più grande Impronta Ecologica totale, nel suo ultimo piano quinquennale si è fortemente impegnata a costruire una Cultura Ecologica, con molte iniziative per superare al più presto il suo picco di emissioni di anidride carbonica. Scozia, Costa Rica e Nicaragua sono altri esempi di paesi che stanno rapidamente decarbonizzando il loro sistema energetico.

Risorse aggiuntive
Maggiori informazioni sul Giorno del Sovrasfruttamento della Terra: www.overshootday.org
Segui i social media con: #movethedate
Per calcolare il tuo personale Giorno del Sovrasfruttamento e la tua Impronta Ecologica, visita: www.footprintcalculator.org (il nuovo calcolatore sarà disponibile dopo il 29 luglio 2017)
I risultati relativi all’Impronta Ecologica di tutti i paesi del mondo sono disponibili sulla piattaforma dati aperta del Footprint Explorer: data.footprintnetwork.org

Informazioni su Global Footprint Network
Il Global Footprint Network sta cambiando il modo in cui il mondo gestisce le proprie risorse naturali attraverso
METODI DI MISURA semplici, significativi e modulabili;
IDEE OPERATIVE per il consumo e la disponibilità di risorse naturali
STRUMENTI ed ANALISI per informare e guidare decisioni consapevoli

Contatti per l’Italia: Roberto Brambilla - r.brambilla@mclink.it

domenica 23 luglio 2017

Casatenovo: al via la 67° edizione della fiera zootecnica di San Gaetano


Mancano pochissimi giorni all’apertura della 67a edizione della Fiera Zootecnica di Rogoredo, detta di San Gaetano, realizzata con il patrocinio del comune di Casatenovo, Provincia di Lecco e Settore Agricoltura di Regione Lombardia.

Giovedì 27 luglio alle ore 20 infatti avrà inizio la kermesse estiva più attesa in Brianza con la Fiera Zootecnica e le mostre permanenti (bovine, equine, caprine, suine e ovine), la mostra mercato galline e anatre ornamentali, la 27a Mostra Cunicola Interprovinciale, gli stand con i prodotti del territorio e macchine agricole e l’esposizione lavori delle scuole dell’infanzia di Casatenovo.
Alle ore ore 20.30 la suggestiva sfilata della Banda Bèrghem Baghèt che partirà  dal Piazzale della Chiesa di Rogoredo all’Area Fiera in via Volta 44. Il baghèt è un’antica cornamusa bergamasca di origini medievali. Alle ore 21 avrà luogo l’inaugurazione con taglio del nastro della 67a edizione alla presenza delle autorità. Seguirà un intrattenimento musicale e più tardi alle ore 22 Giochi di una volta a squadre.

Venerdi 28 luglio alle ore 16.30 Esposizione Regionale Canina in collaborazione con il Gruppo Cinofilo Lecchese, alle ore 20.30  Sheep Dog: dimostrazione cani da pastore al lavoro, a seguire dimostrazione  recupero dispersi a cura dell’unità cinofila della Protezione Civile.
Alle ore 21 si svolgerà il primo convegno in calendario dal titolo “Le nuove disposizioni legislative a garanzia dei cittadini e a tutela dei nostri allevatori e produttori”, latte e formaggi, il decreto del governo dice basta al falso made in Italy. Interverrà il Dott. Filippo Galbiati sindaco di Casatenovo. Relatori On. Paolo Cova Commissione Agricoltura Camera dei Deputati, On. Veronica Tentori Commissione attività produttive, commercio, turismo Camera dei Deputati, Fortunato Trezzi presidente Coldiretti Como e Lecco, Antonio Ciappesoni,allevatore bovini di Abbadia Lariana. Seguirà dibattito.

Sabato 29 luglio alle ore 10.30 una novità: 1° Raduno Equituristico della Brianza in collaborazione con “ASD Cowboys Angels”. Sono invitati tutti i maneggi o gruppi di cavalieri di tutta la Brianza che vorranno entrare in fiera a cavallo per un raduno aperto ad ogni razza di destriero. Verranno premiati: il gruppo più numeroso, il gruppo che viene da più lontano, il cavaliere più giovane ed il cavaliere meno giovane. Alle ore 18 un genuino Aperi-Vino organizzato presso lo stand Il Trifogli dove si potrà degustare una selezione dei migliori vini del  territorio con IGT Terre Lariane.
Dalle ore 18 alle 20 una lezione aperta di Qi-Gong, pratica per una vita lunga e serena. Seguirà alle ore 20 il tradizionale Fast Pulling: gara di trattori da traino, alle ore 21 il Campionato Italiano Cuccagna a 2 pali, 13° memorial Alessandro Vertemati.
Alle ore 21 in programma il secondo convegno dedicato alle aziende agricole locali dal titolo Qualità e benessere, con la partecipazione di Brianza che Nutre Parco Agricolo Nord Est Produttori del territorio. Interverranno Carlo Maria Brambilla Presidente Consorzio Brianza che Nutre, Silvano Brambilla Parco Agricolo Nord Est.

Domenica 30 luglio da non perdere alle ore 10 il Villaggio del Falconiere e il raduno Ape-Car 1° Raduno Fast’ n’ Gass Tuning Club in collaborazione con Ape Tuning Berghem, la Rassegna Zootecnica esposizione vitelloni da carne di diverse razze,  il Campionato Italiano Taglialegna con eliminatorie dalle ore 10 alle 12.30 e fase finale nel pomeriggio. Alle 17 lo Spettacolo di Falconeria, a seguire il 5° premio Brianza per allevatori bovini da ingrasso  e seguire giudizio Rassegna Zootecnica. Alle ore 18 dimostrazione cani da pastore con anatre e alle 21.30  Spettacolo Equestre.
Alle ore 21 terzo ed ultimo convegno dal titolo “3 Cori per una stalla” conseguenze e situazione zone terremotate del centro Italia. Con la partecipazione di Giovanni Paris allevatore di Ussita (MC), Giuseppe Zamberletti ex Ministro e padre fondatore della moderna Protezione Civile, Marco Pellegrini segretario Corpo Volontario Protezione Civile della Brianza Casatenovo

Lunedì 31 luglio dalle ore 17 alle 22.00 Gimkana cavalli Western e alle ore 18 sfilata di cani “bastardini” accompagnati esclusivamente da bambini (età massima 12 anni), alle ore 20.30 Premiazioni ed Estrazione tessere, alle ore 21.30 Giostra Medievale e Staffetta degli asini.
Serata evento: Martedì 1 agosto alle ore 18 apertura area fiera, stand, ristorazione, gonfiabili. Mezzi militari in esposizione , Aperi-vino, musica dal vivo con Motta Blus Band, Michele Miko Cantù e Andrea Vega. Alle ore 20.00 “Rogoredo Country Festival” e in conclusione alle ore 23.00 spettacolo pirotecnico.


La fiera dal 29 al 31 luglio è aperta dalle ore 9 a mezzanotte circa. Gli appuntamenti dedicati ai bambini sono principalmente due ogni giorno: dalle ore 10 alle 12.30  e  dalle ore 16 alle 18.30, in programma  tante attività didattiche come il percorso natura a cura del Ranch La Monella,  il villaggio delle fiabe e il battesimo della sella a cura della Scuderia di Monticello, dimostrazione della tosatura delle pecore e laboratorio di lavorazione lana.  Il 1 agosto la serata evento inizia alle ore 18. Programma completo e altre informazioni sul sito www.iltrifoglio.org.

domenica 16 luglio 2017

L’impegno del WWF Lecco per la microfauna


Biodiversità è sinonimo di ricchezza, di varietà e coesistenza di svariate forme di vita. Se è giusto tutelare le specie in via di estinzione, come la tartaruga marina, l’elefante, il gorilla… altrettanto importante è preservare le specie animali e vegetali meno appariscenti.

WWF Lecco da anni sostiene le campagne del WWF con la raccolta di fondi destinati ai grandi progetti internazionali: negli ultimi tre anni l’Associazione lecchese ha destinato oltre 5.000,00€ a progetti di conservazione degli habitat dell’orso polare e della tigre asiatica, perché è solo con adeguati finanziamenti che si possono sostenere campagne sulle quali, per un’associazione “territoriale” come WWF Lecco, non ci sarebbe una possibilità di impegno diretto.

Un impegno più concreto è invece quello sulla microfauna locale che nel territorio lecchese vede WWF particolarmente attivo per la tutela di insetti impollinatori, rospi, gamberi e salamandre.


Per gli insetti impollinatori, WWF Lecco da circa tre anni ha avviato il progetto “BarroBugBox” all’interno del Parco Monte Barro con il posizionamento, la manutenzione e il costante monitoraggio di nidi artificiali. L’iniziativa ha recentemente ottenuto il patrocinio di Regione Lombardia e di ERSAF (Ente Regionale Agricoltura e Foreste) e si pone l’obiettivo di contribuire allo studio e alla salvaguardia degli insetti impollinatori (le cosiddette “api selvatiche”) e del loro habitat naturale.


Per il rospo (bufo bufo) WWF Lecco collabora con decine di volontari di altre associazioni all’annuale campagna di tutela delle migrazioni primaverili dei rospi che dal Monte Moregallo si recano sulle rive del Lario per la deposizione delle uova. Quest’anno i numeri non ancora definitivi indicano una migrazione in discesa di oltre 20.000 esemplari, accompagnati e “salvati” dai volontari nel percorso di attraversamento della Provinciale 583 Lecco Bellagio.

Per il gambero di fiume italiano (Austropotamobius pallipes), sempre più minacciato da specie aliene, WWF Lecco è impegnato da anni con progetti di conservazione in ambito provinciale, sia in ambito operativo, con la tutela e la manutenzione naturalistica delle aree in cui ancora sopravvive la specie indigena, sia con attività scientifiche di supporto, come il recente studio pubblicato sull’ultimo numero (luglio 2017) di "eco.mont", una rivista scientifica particolarmente incentrata sulle aree protette della regione alpina e prealpina.


Nello specifico lo studio, che si inserisce nel contesto del “Progetto Gambero di fiume” del WWF Lecco, ha riguardato l’estinzione di una popolazione di gambero di fiume autoctono, avvenuta nel 2013 nel Parco Regionale del Monte Barro a seguito della scriteriata introduzione di una specie americana e della peste del gambero, di cui questa specie è portatrice. Circa una cinquantina di esemplari di un gambero originario del nord America sono stati immessi in un’area del Parco dove la specie nativa ancora prosperava, provocandone in brevissimo tempo l’estinzione.


Un ultimo importante progetto che vede l’impegno degli attivisti WWF Lecco riguarda la salamandra nera (Salamandra atra), una specie diversa e molto meno diffusa della più conosciuta salamandra pezzata (nera a macchie gialle), presente nelle Orobie bergamasche e sondriesi, ma non ancora rilevata nella nostra provincia.

Lo scorso weekend sette volontari del WWF Lecco hanno partecipato a una due giorni di studio e ricerca nell’area della Val Gerola in Comune di Tartano, con un’uscita notturna che ha permesso di censire e campionare oltre cinquanta esemplari di salamandra nera. L'area di ritrovamento degli esemplari censiti non è molto lontana dalla zona della Val Biandino, dove il WWF Lecco aveva già organizzato alcune uscite negli scorsi anni, purtroppo ad oggi ancora senza riscontri della presenza di questo anfibio dalla caratteristica livrea totalmente nera.

Sempre attivissima quindi la sezione lecchese del Panda che invita anche a visitare il sito WWF Lecco (wwf.lecco.it), dove sono disponibili molte più informazioni, news e gallerie fotografiche sui vari progetti relativi alla microfauna e più in generale sulle molteplici attività dell’associazione, che dà appuntamento a soci e simpatizzanti per domenica 23 luglio all’evento FestAmbiente 2017 presso l’Eremo del Monte Barro, dove WWF Lecco sarà presente con un proprio tavolo propagandistico e di raccolta di nuovi soci.

mercoledì 12 luglio 2017

Metrotramvia Milano-Seregno: prorogata di due anni la dichiarazione di pubblica utilità

Progetto della "nuova" via Platone a Seregno
Il CIPE, nella seduta dello scorso 10 luglio 2017, ha  prorogato  di  due  anni  i  termini  relativi  alla  dichiarazione  di  pubblica  utilità  della Metrotramvia di Milano “Parco Nord-Seregno, di cui alla delibera CIPE n.52/2008.

lunedì 10 luglio 2017

Archiviare Pedemontana, ampliare il Bosco delle Querce: "Insieme in rete" ricorda così il 10 luglio, anniversario del disastro diossina


Il 10 luglio di ogni anno si ricorda il disastro del 1976 con la fuoriuscita di Diossina TCDD dall'ICMESA di Meda (gruppo Givaudan-La Roche) che contaminò vaste aree causando sofferenze e rischi per la salute della popolazione.


Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, in concomitanza di questa scadenza, nell'incontro/conferenza stampa dell'8 luglio 2017 presso "La Petitosa" di Seveso ha rilanciato portando la Memoria nel presente e chiedendo di  "Archiviare Pedemontana, ampliare il bosco delle Querce".

Nell'incontro, oltre ad illustrare il lavoro decennale di INSIEME IN RETE nel contrastare l'autostrada Pedemontana, s'è donata una corposa documentazione fatta da comunicati, foto, relazioni tecniche ecc. all'Archivio della Memoria gestito dal circolo Legambiente Laura Conti di Seveso.


Sul tempo  presente, s'è fatto il punto e s'è parlato di due nuove azioni del coordinamento entrambe esplicitate nella lettera protocollata all'attenzione del Sindaco di Seveso Paolo Butti.

INSIEME IN RETE chiede al Sindaco, in quanto autorità sanitaria locale, di attuare azioni per tutelare la cittadinanza e prevenire il rischio d'esposizione alla diossina TCDD laddove questa è stata rilevata con la Caratterizzazione di APL, rinnovando anche la richiesta affinchè l'amministrazione sevesina produca quegli atti formali utili all'avvio dell'iter per l'ampliamento del Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce sulle aree di via della Roggia.

Servizio apparso su "Il Giorno" del 9/7/2017 (per ingrandire l'immagine cliccare qui)

domenica 9 luglio 2017

Quattro comuni della Brianza uniti dal cemento


Biassono (MB): al centro della provincia del cemento, c’è chi vuole consumare ancora

di Luca D’Achille, tratto da Salviamo il paesaggio

Trascurare la realtà e negare l’evidenza per consumare ancora il territorio. A cavallo di quattro dei comuni della provincia più urbanizzata d’Italia si propone un referendum consultivo per fermare l’impatto devastante ed irreversibile di un nuovo insediamento produttivo e commerciale.

Nei giorni in cui l’ISPRA conferma con i numeri del rapporto 2017 sul consumo di suolo, che la Provincia di Monza e Brianza è sempre maglia nera d’Italia, arriva un altro duro colpo al territorio ferito. In un’area di confine tra i comuni di Biassono, Monza, Vedano al Lambro e Lissone avanza la proposta di una nuova edificazione: capannoni ad uso produttivo industriale, commerciale e terziario direzionale, due torri di 10 piani e complessivi 429.700 mq di nuovo cemento.

Non contano i tanti capannoni sfitti, non bastano gli evidenti effetti, ambientali ed economici dovuti in particolare all’impermeabilizzazione del suolo: il progetto avanza ma le anime ecologiste presenti tra i politici e nelle associazioni locali si mobilitano, per informare e coinvolgere la cittadinanza. Come già fatto in altre realtà,  la proposta è quella di un referendum consultivo.

Ne abbiamo parlato con Alberto Caspani, consigliere comunale e capo gruppo della Lista per Biassono, partendo quindi proprio dal comune che pagherà il costo maggiore in termini di consumo.

Cominciamo da una prima riflessione sull’origine e l’impatto del progetto. Ce n’è proprio bisogno? E’ stata valutata la presenza di strutture vuote e/o sfitte?

“Nonostante le ripetute richieste in consiglio comunale affinché l’amministrazione di Biassono produca uno studio dettagliato, o lo richieda all’operatore del Masterplan a integrazione della documentazione sinora prodotta, non esiste alcuna mappatura circa gli edifici aziendali abbandonati nel tempo, né in merito agli edifici tuttora vuoti. La crisi economica di questi anni si è però fatta sentire anche nel comparto aziendale biassonese, tant’è che numerosi edifici ubicati nell’area industriale non mostrano segni d’attività o presentano cartelli per affitto/vendita. Siamo ben lungi, dunque, dall’aver esaurito le potenzialità dell’esistente”.

Sono state considerate le realtà esistenti da aiutare?

“Non è mai stato organizzato un incontro pubblico o un’iniziativa di confronto con le aziende presenti sul territorio, affinché si adottino politiche di coordinamento, orientamento strategico, o partnership. Proprio per questo motivo, a settembre Lista per Biassono proporrà un evento pubblico nella sala civica di Villa Verri che coinvolga non solo le aziende del territorio, ma anche l’Associazione degli industriali di Monza e Brianza: ci si focalizzerà sull’attuale situazione di mercato, sui rapporti pubblico-privato in campo produttivo-aziendale, sulle nuove strategie di sviluppo sostenibile ed economia circolare”.

Eppure la situazione è critica da tempo: a Biassono, già consumato per più della metà del territorio, ci sarà l’impatto maggiore. A Monza, Vedano al L. e Lissone (quest’ultimo consumato per oltre il 70%) altro consumo. Come mai vengono trascurati i costi derivati?

“Il problema è che il Masterplan, per com’è stato presentato, non prende assolutamente in considerazione fattori quali le conseguenze dovute all’impermeabilizzazione del suolo, i maggiori costi energetici, l’alterazione del microclima per la scomparsa delle aree boschive, una valutazione dell’inquinamento prodotto, così come dei flussi di traffico generati. Ha un’impostazione unidimensionale, basata su previsioni soggettive e lacunosa anche dal punto di vista di dettagli tecnici essenziali per il calcolo dell’impatto ambientale (ad esempio, non ci sono indicazioni sull’altezza massima degli edifici, col rischio di produrre volumetrie in grado di raggiungere il milione di metri cubi). Manca di fatto una fondata valutazione di carattere ambientale-paesaggistico”.


Secondo ISPRA, negli ultimi anni monitorati (2012-2015) le perdite economiche sono considerevoli: Monza ha perso fino a 180.000 €. Intorno ai 10.000 euro Biassono e Vedano. Sono valori sottostimati perchè calcolai sulle aree libere perse, pr sapendo che gli effetti negativi vanno ben oltre. Si vedono le conseguenze?

“Biassono ha da anni problemi di smaltimento delle acque meteoriche, solo in parte attutiti da recenti lavori di sostituzione e ampliamento dei dotti, per altro  concentrati nel centro storico. L’area al confine con Macherio resta tuttora a rischio, ma fenomeni di allagamento si sono verificati anche nella zona industriale verso il confine con Lissone, proprio per l’eccesso di impermeabilizzazione del suolo. La siccità di questi ultimi anni ha solo reso meno visibile il problema”.

In più: “Sorgendo su un territorio di naturale canalizzazione delle acque meteoriche, oltre ai rischi d’intensità meteorica, a Biassono si aggiungo quelli di carattere idro-morfologico. Un tempo il sistema delle rogge aiutava a scaricare ampi quantitativi d’acqua verso il territorio del Parco di Monza: ora gli stessi finiscono invece per allagare le strade del paese secondo un preciso disegno convergente verso piazza S. Francesco, nel centro storico”.

Con questo progetti, l’ambiente e il paesaggio sarebbero modificati in modo permanente: suolo eroso, perdita nella produzione agricola, diminuzione della qualità degli habitat. Questa zona è sempre stata “risparmiata” o c’erano già stati tentativi di destinarla ad edificazione? Sono differenti le posizioni assunte dalle amministrazioni comunali coinvolte?

“I terreni a destinazione agricola e strategica sono stati ripetutamente mortificati nel corso degli ultimi 30 anni, 25 dei quali a conduzione leghista a Biassono. Gli stessi agricoltori di Biassono, raccolti sotto il Comitato Fiera San Martino, sono i primi oggi a lamentarsi per la perdita di territorio agricolo e per il frazionamento dei pochi lotti rimasti, ormai inutilizzabili per produzioni redditizie. L’area al confine con Lissone è stata destinata a espansione industriale sin dai tempi del Piano regolatore generale, impostato quando l’amministrazione era ancora a conduzione democristiana. La Lega Nord ha recepito le linee di sviluppo e concretizzato la spinta urbanizzante, trasformando la destinazione agricola in industriale/produttiva, senza valutare alcuna possibilità di coinvolgere i proprietari privati in progetti di cinture verdi strategiche, o parchi urbani da inserire nei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) esistenti. Benché sia oggi possibile trarre benefici economici da soluzioni “green”, il dibattito a Biassono è del tutto assente e impensato”.

Il traffico indotto: si parla anche dell’ipotetica Strada Provinciale 6, opera connessa alla realizzazione dell’autostrada Pedemontana Lombarda: qual è l’aggiornamento su quella tratta dell’opera (la C)? si farà? con quali impatti sul territorio?

“Al di là dei proclami di rito, senza fondi per Pedemontana è altamente improbabile che il progetto di giunzione venga realizzato per intero e già questo dovrebbe rappresentare un freno alle mire della giunta leghista: il successo del Masterplan viene fatto dipendere dagli inevitabili vantaggi strategici dell’unione bretellina-Pedemontana. Generando più traffico, miracolosamente le due opere attirerebbero aziende altamente specializzate a Biassono. Un dogma, non supportato da alcuno studio strategico reale”.

“Al momento i lavori della futura SP6 sono in corso fra la rotatoria della Birona di Monza e via Nobel, dunque ancora al confine fra Monza e Lissone: la conclusione prevista è fissata per novembre 2017. L’arrivo a Biassono, sempre che la sostenibilità finanziaria dell’opera regga e i lavori proseguano senza intoppi, è da prevedere eventualmente per il prossimo bienno. Il Masterplan ha in programma due fasi di sviluppo: la prima di 40.000 metri quadrati di superficie coperta, la seconda di 50.000, condizionata però dall’arrivo di Pedemonta”.

Con quali impatti sul territorio?

Il rischio, dunque, è che si avvii comunque un piano d’espansione senza poter far leva sulle “ipotetiche” potenzialità di una rete di collegamento e trasporto pienamente sviluppata, generando solo un appesantimento del traffico, senza effettivi benefici economici, oltre a creare blocchi industriali del tutto inutili rispetto alle potenzialità attuali. Se Pedemontana dovesse arrivare mai a Biassono, avrebbe un effetto altamente impattante non solo per l’area al confine con Lissone, ma anche e soprattutto per gli ultimi terreni liberi in prossimità del Lambro: sono previsti due svincoli giganti che divorerebbero anche buona parte del territorio libero a est (oggi sotto tutela del Parco Valle Lambro).


E’ un progetto di carattere sovra-comunale. I cittadini vogliono ambiente pulito e salute, non solo quelli di Biassono. C’è l’appoggio e coinvolgimento di associazioni o esponenti degli altri comuni coinvolti?

“Lista per Biassono sta informando sui rischi di cementificazione del proprio territorio ormai da molti anni: il Piano di Governo del Territorio è stato approvato (col nostro voto contrario) nel 2013, a seguito di ripetuti banchetti e iniziative di sensibilizzazione per evitare il peggio. Con la giunta leghista, all’epoca guidata dal sindaco Piero Malegori, non è stato possibile alcun dialogo costruttivo, né mediazione, nonostante fossero state prodotte 13 osservazioni critiche e propositive al PGT. Il ricorso al Tar che Lista per Biassono ha poi intrapreso rispetto al documento approvato, è stato interamente finanziato dalla lista, senza alcun aiuto da parte di altre forze di minoranza. Abbiamo anche prodotto un libretto informativo distribuito a tutti gli elettori di Biassono, organizzando diversi incontri pubblici. Oggi ci ritroviamo a combattere la battaglia interna al Comune da soli, visto che l’altra forza di minoranza in consiglio comunale ha declinato la proposta di lavorare insieme all’indizione di un referendum consultivo per chiedere alla giunta la sospensione dei progetti di cementificazione del territorio. Al contrario, abbiamo avviato un’ottima collaborazione con altre liste civiche esterne a Biassono: LabMonza e Lissone Bene Comune, entrambe contrarie a un consumo di territorio che interesserebbe i loro stessi spazi di confine, nonché con tutte le associazioni afferenti all’Osservatorio del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) di Monza e Brianza. Vorremmo che il Comitato referendario recentemente costituito funzioni come aggregatore di tutte le realtà locali che hanno a cuore la difesa di una Brianza più verde e sostenibile. L’obiettivo comune è d’indire quanto prima il referendum consultivo a Biassono: in caso di esito contrario ai disegni della giunta, potrebbero infatti esserci conseguenze anche sui piani d’espansione previsti negli altri Comuni interessati dal Masterplan provinciale (in particolare Vedano al Lambro e Lissone)”.

Il tavolo di discussione avviato in Provincia, può rendere più lungo e complicato l’iter di approvazione? Può al tempo stesso rendere più difficile il controllo da parte dei soggetti interessati alla difesa del suolo?

“Dipende tutto dall’orientamento che assumeranno le giunte coinvolte nel Masterplan provinciale. Al momento, ad esempio, Monza e Lissone sono contrarie a ulteriore consumo di suolo, mentre Vedano e Biassono spingono per l’attuazione dei propri ambiti. Questa spaccatura potrebbe allungare i tempi di accordo e rallentare dunque le spinte speculative. Al contrario, la ricreazione di un blocco politico uniforme nei Comuni coinvolti potrebbe rappresentare il colpo di grazia per la battaglia contro la cementificazione della Brianza meridionale“.

Veniamo infine alla proposta di un referendum consultivo: è la prima volta che viene usato? quali speranze può dare? quanto può influire un’iniziativa di carattere comunale su un progetto sovra-comunale?

“A Biassono la possibilità d’indire un referendum consultivo è prevista nello Statuto comunale sin dal 2004, ma come strumento concreto di democrazia diretta non è mai stato utilizzato. Non a caso, manca tuttora il regolamento applicativo previsto per disciplinare la raccolta delle firme e lo svolgimento del referendum stesso: Lista per Biassono ha elaborato un testo apposito che sarà in approvazione nel prossimo consiglio comunale. Essendo di carattere consultivo, il referendum non ha valore vincolante rispetto alle scelte della maggioranza, ma può manifestare oggettivamente il dissenso popolare verso il suo operato: nelle ultime elezioni amministrative, sia Lista per Biassono che il secondo gruppo di minoranza entrato in consiglio comunale avevano nel proprio programma l’imperativo di non consumare più territorio a Biassono. Dal momento che i voti dei rispettivi elettorati risultano superiori rispetto a quelli della Lega Nord, che ha però vinto le elezioni con una maggioranza relativa, la scelta di quest’ultima circa l’opportunità di dar seguito al Masterplan in area industriale e agli altri ambiti di trasformazione del PGT è ormai problematica. Occorre necessariamente una consultazione per capire quale sia l’effettiva volontà popolare: il rischio è che si attuino progetti invisi alla maggioranza dei biassonesi, causando una compromissione del territorio comunale poi irreversibile”.

http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/

sabato 8 luglio 2017

Lambro, fiume del nostro territorio


Mercoledì 12 maggio 2017 - ore 21.00
c/o Festa Democratica, Besana Brianza, Centro Sportivo Comunale di Villa Raverio

Lambro, fiume del nostro territorio
risorsa o problema con
  • Laura Barzaghi, Consigliere Regionale
  • Raffaele Straniero, Consigliere Regionale
  • Maria Antonia Molteni, Sindaco di Veduggio con Colzano
  • Paola Bernasconi, Consigliere Parco del Lambro
  • Paolo Pirola, esperto conoscitore del fiume detto il "Brianzologo"
La serata proseguirà con Francesco Magni, cantautore che ci racconterà il fiume attraverso le sue canzoni

venerdì 7 luglio 2017

Seveso: linguaggi della memoria


L'Associazione Seveso Memoria di Parte, l'Associazione B Movies, Cinemambulante e il coordinamento No Pedemontana hanno organizzato per il 10 luglio 2017, a 41 anni dal disastro Icmesa

LINGUAGGI DELLA MEMORIA
due proiezioni, con due modi diversi di raccontare la vicenda del disastro di Seveso del 1976
  • Ore 21.00 proiezione del documentario LA ZONA (18minuti) realizzato dagli studenti dell'istituto Versari di Cesano Maderno
  • Ore 21.20 proiezione del film di animazione giapponese "Dioxin No natsu- L'estate della diossina" (80 minuti). Il film è sottotitolato in italiano.

domenica 2 luglio 2017

Brianza come gli USA: i problemi insanabili dei centri commerciali

Rendering di un nuovo centro commerciale in Brianza (PAc-1 Seregno)
Recentemente, su questo blog, ci siamo occupati dell'infausta scelta di diversi comuni brianzoli di favorire la costruzione di centri commerciali nel proprio territorio.

Scelta che ormai negli Stati Uniti viene abbandonata e che, in molti casi vede la demolizione dei centri commerciali  per sostituirli con quartieri ispirati ai nostri centri storici. L'argomento è stato oggetto della relazione che l'urbanista americana June Williamsons ha presentato al recente convegno RoweRome 2017.

Sull'argomento segnaliamo alcuni spunti di riflessione evidenziati, sul suo blog, dall'arch. Ettore Mazzola:

Sarebbe infatti utile far sapere che la promozione e realizzazione di un centro commerciale crei problemi che, nel tempo, rischiano di divenire insanabili:
  • Distruggono le comunità, privandole di luoghi vitali e socializzanti all’interno dei quartieri urbani;
  • Rendono la gente dipendente dall’autotrazione;
  • Privando le strade cittadine dei negozi, ergo privandole di quell’importantissima “sorveglianza spontanea” [...], ne compromettono la sicurezza;
  • Obbligano la collettività a spese immani per la realizzazione, e/o adeguamento, delle indispensabili reti infrastrutturali che, solo in minima parte, vengono coperte dagli oneri concessori pagati dai costruttori;
  • Obbligano ad un consumo di territorio sterminato per poter realizzare gli immani parcheggi e le strade opportunamente dimensionate per assorbire il traffico dei loro fruitori;
  • In assenza di strade adeguate, il pericolo di morte è dietro l’angolo! [...]
  • [...] Anche queste strutture sono destinare a fallire. Secondo i dati mostrati, infatti, nei soli USA, su 1100 centri commerciali analizzati, 1/3 sono morti o stanno morendo!

venerdì 30 giugno 2017

Archiviare Pedemontana. Ampliare il Bosco delle Querce


Sabato 8 luglio 2017 dalle ore 11
presso Circolo Ricreativo La Petitosa, via dei Castagni 1, Seveso


Il coordinamento ambientalista Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile propone un incontro che è al contempo un modo per ricordare il disastro ICMESA nel 1976 e per ricordare insieme a molti altri gruppi e associazioni che sul territorio comunque incombe il pericolo Pedemontana per il momento frenato anche dall’azione condivisa dalle realtà ambientaliste, con il supporto della società civile e delle istituzioni locali.
Tra il 2007 e il 2017 questa azione condivisa ha permesso di
  • evitare lo sbancamento del Bosco delle Querce
  • obbligare la società Pedemontana a sviluppare un piano di caratterizzazione per rilevare i livelli di contaminazione da diossina TCDD nelle aree dell’ipotetico tracciato autostradale impedendo che si procedesse, come si sarebbe voluto, senza tenere in nessun conto le enormi problematiche legate alla sua confermata presenza.

Il coordinamento farà dono all’Archivio della Memoria, custodito dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, di tutto il materiale cartaceo e informatico prodotto e raccolto in questi 10 anni di attento lavoro sul territorio.
Un gesto concreto e simbolico per invitare le Istituzioni e gli enti preposti a “mettere in archivio” l’autostrada Pedemontana con la rinuncia al suo completamento, il suo stralcio dalle opere strategiche previste nella Legge Obiettivo e accompagnato dalla richiesta di avvio del procedimento per l’ampliamento del Bosco delle Querce di Seveso e Meda. 

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Proprio in questi giorni la Procura della Repubblica ha chiesto al Tribunale di Milano (confronto previsto dal 24 luglio 2017) di verificare se la società Autostrada Pedemontana Lombarda (Apl) si trovi “nelle condizioni per dichiararne il fallimento”.
Da tempo il coordinamento ambientalista Insieme in Rete denuncia l’inutilità di questa infrastruttura e le ricadute devastanti per ambiente e territorio conseguenti alla sua realizzazione.
Gli artifizi finanziari quali la defiscalizzazione concessa dal Governo (350 milioni di euro) e il fondo di garanzia istituito da Regione Lombardia (altri 450 milioni di euro) hanno certificato il fallimento del Project Financing oltreché uno sfacciato e indebito intervento e supporto pubblico per cercare di attirare capitali privati che comunque non sono arrivati.
Non si vadano quindi a cercare soluzioni che implichino ancora costi a carico della collettività per tentare di salvare qualcosa che è frutto di scelte errate su cui si persevera con incredibile ostinazione.
L’idea anacronistica di mobilità basata sulla realizzazione di grandi infrastrutture autostradali ha generato una situazione disastrosa di cui le Istituzioni, Regione Lombardia in testa, avrebbero dovuto, da tempo, prendere atto invece di ripetere come un disco rotto il mantra fanfarone e surreale favorevole al completamento dell’autostrada.
Il piano economico finanziario insostenibile, le errate e sovrastimate previsioni di traffico, il danno ambientale in essere e la mancata realizzazione delle compensazioni ambientali per le tratte già realizzate, lo spreco di denaro pubblico, il rischio diossina TCDD sulla tratta B2, sono tutti elementi per cui il coordinamento Insieme in Rete continua a sostenere che il progetto autostradale va archiviato definitivamente rinunciando al completamento dell’infrastruttura e stralciandola dalle opere strategiche della Legge Obiettivo.

Coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Pedemontana è il fallimento di un'idea fuori dal tempo

Comunicato del Coordinamento No Pedemontana

Tre giudici della procura di Milano hanno richiesto la dichiarazione di fallimento della società Pedemontana; il tribunale si pronuncerà il 24 luglio 2017 su quello che in realtà tutti sappiamo, a prescindere dalle decisioni che verranno assunte: Pedemontana è già fallita.

Pedemontana è un’opera vecchia, faraonica e costosa, insostenibile innanzitutto sul piano ambientale, inutile dal punto di vista della mobilità e un fiasco dal punto di vista economico. Un fallimento che è anche il fallimento di un idea fuori tempo della mobilità e di un rapporto arrogante e autoritario con il territorio e le persone che lo abitano; un territorio che si vorrebbe liscio, incolore, muto come i fogli di carta su cui si disegnano i progetti; una popolazione a cui si impone di subire le pesanti conseguenze sulla salute – dalla diossina a all’inquinamento da traffico.

Pedemontana è un’altra opera che si abbatte su un territorio sovraccaricato dai segni del passato industriale, della cementificazione selvaggia degli anni 80 e 90, dei forni inceneritori, del sovrapporsi di altre infrastrutture discutibili. E allora che fallisca.

Non abbiamo certo atteso la magistratura per opporci a questa opera, ma se il tribunale deciderà per il fallimento ben venga. Invitiamo dunque si da ora ad una grande "gufata" collettiva in occasione dell'udianza del 24 luglio. Al più presto per i dettagli.