mercoledì 27 febbraio 2013

Caso Cartonstrong: con i ricatti occupazionali e con l’ambiente non si scherza


UN PTCP GIÀ CON DEROGHE PEGGIORATIVE?
CASO CARTONSTRONG: L'INTERESSE DEI LAVORATORI E IL BENE COMUNE NON DEVONO ESSERE IN CONTRAPPOSIZIONE


La causa degli operai della Cartonstrong è anche la nostra causa: siamo donne e uomini che si danno da fare sul territorio in un coordinamento ambientalista e che investe sul bene comune e mette in secondo piano l'interesse privato.

Abbiamo da tempo fatto un salto di cultura e di mentalità e fra le nostre aspirazioni c’è l’idea di una finanza non cannibale perché utilizza il credito senza interesse, un commercio che passa da forme di mutualità attraverso i Gruppi di Acquisto Solidale, il voler un territorio ferito dalla fine di un sistema economico-finanziario devastante recuperato per tornare a essere contesto di vita associativa e di radicamento.
Da questa prospettiva guardiamo a quello che sta succedendo agli operai della Cartonstrong e chiediamo al Sindacato di coniugare l’azione di supporto ai lavoratori, giustamente preoccupati per il loro posto di lavoro, con la necessità di tutelare una Brianza massacrata e impoverita dal cemento e dalle logiche speculative che stanno dietro di esso.

Per questo, chiediamo al Sindacato di incontrarsi con noi e di misurarsi anche con chi propone un’impostazione che, insieme alla tutela dei posti di lavoro, tiene in considerazione anche la difesa ambientale del territorio, perché solo da qui può ripartire l'economia del futuro, un'economia che rispetta i bisogni primari degli umani che qui vivono.

Non va nemmeno nascosto che la migrazione dell'azienda da Monza a Cavenago potrebbe non cambiare la sorte delle maestranze.
Questa fuga da Monza della Cartonstrong è conseguenza di mancate scelte che avrebbero potuto essere compiute anni fa quando la Giunta Mariani del Comune di Monza aveva dato la possibilità all'azienda di ampliamento su aree prossime alla sua attuale sede: in quell'occasione la famiglia Zago, titolare dell'azienda, con preventiva concertazione con parti sociali, Amministrazione Comunale e, in seconda battuta, Provincia avrebbe potuto chiedere la conversione in produttivo di un ambito di trasformazione.
In questione, non è la sorte dell'azienda - che potrà scegliere di andare in altri contesti territoriali, ma il bene comune di molte famiglie di questo territorio. Solo ora Cartonstrong se ne ricorda?

Rispetto al ruolo delle amministrazioni e, nella fattispecie in particolare, del Comune di Cavenago, non possiamo esimerci dal far notare che ancora una volta, un’amministrazione che vorremmo dalla parte dei temi ambientali e dello stop al consumo di suolo - un'amministrazione di Centro Sinistra - sceglie di percorrere la strada più semplice del consentire nuove edificazioni (in questo caso ad uso produttivo), in aree definite come agricole strategiche (AAS), sacrificando al cemento una delle poche zone libere rimaste. Un’area che, peraltro, da informazioni sommarie, dovrebbe essere in prossimità di un monumento storico: la Chiesa in stile gotico lombardo risalente al 1200 di S. Maria in Campo che sarebbe soffocata da capannoni industriali e traffico pesante.

Con i ricatti occupazionali e con l’ambiente, che è strettamente legato alla salute e alla qualità della vita di tutti i cittadini, non si scherza.

Per questo, per evitare che dietro logiche di compatibilità e di espansione industriale possano celarsi interessi puramente speculativi, in primis, l’acquisto di terreni a costi bassissimi (le aree agricole) per poi modificarne la destinazione d’uso e abbandonare aree produttive che diventano dismesse e appetibili per una pianificazione urbanistica ad uso terziario e commerciale, abbiamo avanzato in Provincia delle proposte.
Se serve una nuova area per la riallocazione industriale, la si cerchi tra le aree dismesse del Comune, del territorio limitrofo, della Provincia.

Quest’operazione non sia delegata alla sola proprietà, ma sia guidata con mano ferma dalla Provincia, che - se non l’ha già fatto ancora - deve approntare velocemente un catasto delle aree dismesse, utile a prevenire e non a curare le emergenze.

Questa nostra richiesta è in linea con gli indirizzi di Regione Lombardia che prescrive il “soddisfacimento della domanda prioritariamente mediante il recupero di aree dismesse o sottoutilizzate prima di prevedere nuove espansioni dell’urbanizzato che comportino sottrazione di suolo fertile e permeabile”.
La Provincia, inoltre, chieda alla proprietà di consegnarle un planivolumetrico che identifichi in maniera puntuale le necessità dell’impresa.

Se questo passaggio non avrà dato frutti, si apra la partita sulla verifica di disponibilità nei PGT dei comuni degli ATR (Ambiti di Trasformazione) non utilizzati anche a causa della crisi economica, passaggio anche questo da effettuare con i soggetti istituzionali cioè la Provincia e i Sindaci dei Comuni del territorio brianzolo.
Con queste semplici e logiche proposte, pensiamo si possa rompere contemporaneamente sia il “ricatto occupazionale” sia l’immobilismo opportunista di chi è sempre pronto a svendere pezzi di ambiente, sottraendosi a un lavoro certo non facile ma certamente non impossibile di tutela del residuo verde che rimane in Brianza.

Nel 2009 ci era stata promessa una Provincia verde e pulita. Subito dopo questa Provincia è stata interessata anche da inchieste giudiziarie legate alla corruzione che hanno coinvolto alcuni dei sui ex-amministratori. Non abbiamo però perso fiducia nella possibilità di collaborare a questo progetto e con queste premesse, nella Valutazione Ambientale Strategica del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), come gruppi ambientalisti abbiamo formulato contributi e idee sotto forma di osservazioni.
Queste osservazioni sono in attesa ormai da mesi di essere discussi in Consiglio Provinciale ove – forse – si approverà il PTCP.
Questo lavoro ci ha già permesso di constatare come la Provincia intenda tutelare l’ambiente più a parole che con i fatti.

Ancora una volta il nostro giudizio coincide con quello di Regione Lombardia che segnala che questo Piano non rileva “né criteri né specifiche misure finalizzate alla reale modifica del trend di consumo di suolo” e nemmeno “strategie efficaci di riuso e recupero delle aree dismesse o sottoutilizzate”.

Ora, mentre un siffatto PTCP non è ancora nemmeno stato adottato, la Provincia progetta addirittura una deroga - quella che permetterebbe a Cartonstrong di spostarsi nell'area agricola di Cavenago - che, se approvata, darebbe il via ad uno scenario urbanistico ingovernabile perché guidato esclusivamente da situazioni emergenziali e quindi potenzialmente sempre ricattabile e negoziabile.
La deroga, infatti, non varrà solo per questo caso specifico, ma rimarrà per tutte le emergenze prossime possibili.

Questa situazione evidenzia purtroppo, molti default di questa amministrazione provinciale.
Il primo e più grosso default è che la situazione del consumo di suolo della Provincia di Monza e della Brianza è in emergenza reale da tempo. E' la prima in Italia per questo triste primato con più della metà del territorio cementificato e l’amministrazione provinciale non ha fatto ancora niente di concreto per invertire la tendenza, anzi continua imperterrita a consentire che questo fenomeno prosegua in maniera sregolata.


Il secondo grosso default è la totale inconsistenza del tanto sbandierato “censimento provinciale delle aree dismesse” che non è stato in grado di rispondere alle esigenze dell'azienda e che, se sarà spostata, creerà una nuova area abbandonata il cui destino rimarrà incerto.

Una soluzione alternativa esiste.

Chiediamo che la nostra voce, che si unisce a quella degli operai giustamente preoccupati, sia ascoltata e che le amministrazioni locali e provinciali assumano fino in fondo il ruolo di guida onesta e leale che loro compete.
L’amministrazione provinciale sta rimandando sine die l’approvazione di un vero PTCP serio ed efficace cui le nostre osservazioni che attendono di essere discusse puntano. Se quindi la Provincia di Monza e Brianza non è in grado di mettere un freno al consumo di suolo e di gestire in maniera logica e programmata questi grossi problemi, dovremo dare ragione a coloro che affermano che le Provincie è bene abolirle dato che non servono a nulla, probabilmente nemmeno a salvare la Cartonstrong. Sicuramente, se queste sono le premesse, la nostra Provincia non serve a salvare l’ambiente, il paesaggio e la qualità della vita dei suoi abitanti.

Il coordinamento ambientalista de L’OSSERVATORIO PTCP di Monza e Brianza


martedì 26 febbraio 2013

Una legge per lo sviluppo degli spazi verdi urbani


Intervento di:
Rossella Muroni, Direttrice nazionale Legambiente
Antonio Nicoletti, Responsabile parchi e biodiversità Legambiente


E' stata approvata recentemente  la Legge 10/2013 (Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani) che perfeziona aspetti già trattati in leggi precedenti, come quella che prevedeva la messa a dimora di un albero per ogni neonato (L.113/92) ora ampliata anche ai bambini adottati, e prevede altre e significative novità per incrementare gli spazi verdi urbani e migliorare la qualità del patrimonio forestale nazionale.

La novità più importante introdotta dalla legge è il riconoscimento del 21 novembre quale Giornata nazionale degli alberi, un riconoscimento alla nostra decennale mobilitazione e impegno con la Festa dell’albero, ma anche un chiaro impulso ad adottare standard del verde negli strumenti urbanistici e favorire la creazione di cinture verdi intorno alle are urbane, e l’incremento del patrimonio arboreo per favorire l’assorbimento di anidride carbonica e di polveri sottili.  Ma anche il censimento del patrimonio forestale storico, con il censimento degli alberi monumentali d’Italia,  e la revisione delle pene contro il danneggiamento o l’abbattimento di alberi monumentali con la previsione di sanzioni più elevate di quelle attuali.

Infine, e questo è un punto di interesse per la nostra azione politica sul territorio, la legge impone ai sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 15 mila abitanti di rendere noto il bilancio arboreo realizzato durante il loro mandato amministrativo per misurare, almeno su questo punto, la corretta applicazione di tutti gli adempimenti previsti e la sensibilità ambientale dei nostri primi cittadini.

Commento alle nuove norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani (L. 10 del 14.01.2013)

Leggi anche il testo dell'appello lanciato dal Comitato Beni Comuni MB

Il Comitato Beni Comuni MB in sostegno della campagna "Legge Zero Rifiuti"


Oasi WWF Le Foppe: Corso di riconoscimento della flora del nostro territorio

Per scaricare il programma cliccare qui.
PROGRAMMA

Orario inizio corsi: ore 21.00

Venerdì 15 Marzo
Relatore Dott. Daniele Sala
Fiori e erbe del sottobosco

Venerdi 22 Marzo
Relatore Dott. Daniele Sala
Gli arbusti

Venerdì 29 Marzo
Relatore Dott. Paolo Picco
Fiordalisi, gittaione, papavero ecc. fiori antichi e rari: come riconoscerli e come poterli salvare

Venerdì 5 Aprile
Relatore Dott. Daniele Sala
Alberi

Venerdì 12 Aprile
Relatore Dott. Luca Gariboldi
Le specie aliene nel nostro territorio: effetti e soluzioni

Venerdì 19 Aprile
Relatore Dott. Daniele Sala
Habitat del nostro territorio

Durante il corso sono previste due uscite pratiche nel territorio del Parco Adda Nord. (data da concordare con i relatori).

Sabato 13 Aprile
Gita botanica presso l’oasi di Valmanera (Asti) con possibilità di partecipare aperta a tutti (costo escluso dal corso).

Costo del Corso € 50,00
Studenti € 35,00 (portare documento di studio valido)
Il corso si terrà presso la prestigiosa Villa Gina sede del Parco Adda Nord.

Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione a tutti coloro che abbiano registrato almeno 5 presenze.

Per informazioni si prega di contattare:
Segreteria Organizzativa:
WWF Le Foppe - Trezzo sull’Adda
Anna - Tel. 333 1457043
Loredana - Tel. 333 3810199
e-mail: info@oasilefoppe.it

lunedì 25 febbraio 2013

Dentro il Parco 2013. A piedi o in bicicletta alla scoperta della natura

Visite guidate per conoscere e vivere il Parco della Valle del Lambro. Uno modo per scoprire non solo le ricchezze naturali ma anche quelle culturali che offre il territorio brianzolo.


Diciotto appuntamenti da non perdere per scoprire le bellezze del Parco della Valle del Lambro grazie alla Guardie Ecologiche Volontarie. Saranno ancora una volta le Gev a guidare bambini e adulti nel percorso degli appuntamenti che ci accompagneranno da domenica 17 marzo fino al 6 ottobre. Archiviato con un grande apprezzamento l’anno dedicato al Pipistrello, che nel 2012 è stato il filo conduttore delle iniziative di «Dentro il parco», quest’anno si è voluto puntare sulla riscoperta del territorio del Parco della Valle del Lambro. Ad essere protagoniste delle uscite organizzate dalle Gev saranno la flora e la fauna del territorio brianzolo.

Si parte domenica 17 marzo con un classico appuntamento dedicato alla primavera: la proposta riguarda i fiori ed il ritorno alla vita della natura lungo la suggestiva Valle del Rio Pegorino a Canonica Lambro. Questo sarà solo il primo dei numerosi appuntamenti che accompagneranno con scadenza quasi settimanale i fine settimana della stagione primaverile ed estiva. Gli appuntamenti saranno caratterizzati da spostamenti in bicicletta o a piedi scoprendo angoli nascosti e spesso molte volte ancora incontaminati della Brianza. Due doppi appuntamenti speciali organizzati all’interno del Parco di Monza saranno dedicati ad eventi speciali: la sera, si potranno ammirare i rapaci notturni e le lucciole. Tre le date dedicate espressamente ai più piccoli: il 13 aprile ad Agliate, nel pratone alle spalle della Basilica, il 15 giugno a Brenno e il 28 settembre all’Oasi di Baggero.

Il CALENDARIO DELLE INIZIATIVE IN PROGRAMMA:

Domenica 17 marzo
Fiori di primavera nella valle del Pegorino
Ritrovo al parcheggio presso il ristorante Fossati di Canonica Lambro, via Emanuele Filiberto, ore 9

Domenica 14 aprile
In bici nel Parco di Monza con la macchina fotografica
Ritrovo alla Porta di Monza, ore 9 (È possibile noleggiare biciclette in loco)

Domenica 21 aprile
Possibili interventi di rinaturalizzazione nel Parco di Monza, in bicicletta
Ritrovo alla Porta di Monza, ore 9 (È possibile noleggiare biciclette in loco)

Domenica 5 maggio
Il lago di Alserio e il bosco della Buerga con pic-nic al Castel del Lago
Ritrovo al parcheggio del cimitero di Alserio via don Guanella, ore 9

Domenica 12 maggio
Mini-trekking del Parco: 23 km sulla pista ciclopedonale da Costamasnaga a Canonica
Ritrovo al parcheggio della stazione ferroviaria di Macherio-Canonica, ore 9.30

Domenica 26 maggio
Sul lago di Pusiano col battello e pranzo in cascina
Ritrovo in piazza Precampell di Bosisio Parini, ore 9

Domenica 9 giugno
Lambrugo: il sentiero del Cèpp, del Rocul e della Cà di Lader
Ritrovo al parcheggio presso la stazione ferroviaria di Lambrugo, via S. Giovanni Bosco, ore 9

Domenica 15 settembre
Arte, storia e natura a Inverigo
Ritrovo al parcheggio del Cimitero di Inverigo via IV Novembre, ore 9

Domenica 6 ottobre
Agliate: la Basilica, il Battistero e le grotte di Realdino
Ritrovo al parcheggio nei pressi del ponte di Agliate via P. Corbella, ore 9

GLI EVENTI DEDICATI AI PIU’ PICCOLI:

13 aprile
Il Parco dei Bambini
Agliate - Pratone alle spalle della Basilica

15 giugno
Il Parco dei Bambini
Parco di Brenno - Pratone antistante il bar Chalet

28 settembre
Il Parco dei Bambini
Oasi di Baggero

APPUNTAMENTI IN NOTTURNA DEDICATI AI RAPACI:

Venerdì 12 aprile e venerdì 3 maggio
Ascoltando i rapaci notturni
Triuggio - Ritrovo in fondo via Don Sturzo (Zuccone), ore 21

Venerdì 19 aprile e venerdì 10 maggio
Ascoltando i rapaci notturni
Parco di Monza - Ritrovo presso Cascina Bastìa (entrata Porta di Monza) ore 21

AVVISTAMENTO DELLE LUCCIOLE:

Venerdì 24 maggio
Serate con le lucciole
Parco di Monza - Ritrovo presso Cascina Bastìa (entrata Porta di Monza) ore 21

Venerdì 31 maggio
Serate con le lucciole
Triuggio - Ritrovo al parcheggio della stazione di Triuggio - via Dante, ore 21

Per informazioni e iscrizioni:
Parco Regionale della Valle del Lambro - Triuggio - Via Vittorio Veneto, 19 - Tel. 0362.970961.2
e-mail: sabina.rossi@parcovallelambro.it
Le iscrizioni (a numero limitato) sono gratuite e obbligatorie e si ricevono fino alle ore 12.00 del venerdì precedente le iniziative. (in caso di maltempo le iniziative non saranno effettuate)

Per scaricare il volantino in formato pdf cliccare qui.

domenica 24 febbraio 2013

Antichi mestieri: visita all'antica fornace Fusari di Mariano Comense


Sabato 9 marzo 2013

Antichi mestieri: la fornace

Ritrovo alle ore 8.00 davanti alla stazione FNM di Cabiate (CO) per una breve escursione lungo i sentieri del Parco della Brughiera Briantea, fino all'antica fornace Fusari di Mariano Comense.

Visita guidata alla fornace e laboratorio di manipolazione dell'argilla per bambini e adulti, con realizzazione di piccoli vasetti fatti a mano.

Al termine, rientro alla stazione FNM di Cabiate (CO) lungo i sentieri del Parco.

Prenotazione obbligatoria
Maurizio Valota - 349.8404787 - info@naturacultura.it
Natura & Cultura - I Viaggi del Gufo

Passeggiata lungo vie medievali di Lurago d’Erba, Alzate, Inverigo e Arosio-Carugo


Domenica 3 marzo 2013 potrebbe essere un’occasione per riscoprire due strade antiche del nostro territorio, rimaste finora  sconosciute. Erano sicuramente vie maestre di epoca medioevali ma è supponibile datarle anteriormente alla tarda romanità. Documenti  del ‘400, recentemente ritrovati all’Archivio di Stato di Milano, attestano una ‘Strata per Mediolanum’ ed una per  ‘Cumas’ (Como) le quali si incrociavano a Fabbrica Durini. Fortunatamente queste antiche via conservano ancora tratti   osservabili  che percorreremo fra paesaggi tuttora boschivi ed agresti della Brianza.

Lo scopo di questa sgambata primaverile è quello di proporre una lettura storica inusuale di quest’area briantea; l’iniziativa è rivolta a chi per lavoro o per passione  è interessato alla storia del territorio ed alla cultura locale.

Il ritrovo è per domenica 3 Marzo, presso piazzale  Carlo Porta (scuole elementari) di Lurago d’Erba alle ore 8:45. Il percorso si snoda per 4 Km circa e si consiglia di indossare calzature ed indumenti adeguati ad un escursione campestre.

L’itinerario e tempi di massima sono:

Ore 9:00 Lurago d’Erba
  • Passaggio presso i resti della ex chiesa altomedievale di San Giorgio a Colciago e visita dell’annesso ossario; - Passaggio sentiero di Longura con visione del piccolo borgo di Calpuno;
  • Si raggiungerà il ‘Pont di Pubiet’ e lo stagno del Parco Locale  di Interesse Sovracomunale ‘Zoc del Peric’;
Ore 9:50 Fabbrica Durini
  • Visione in lontananza del castello Durini;
  • Visita dei resti della collina fortificata del ‘Monbert’; 
  • Ci  si addentrerà nei boschi della Val Francia e dei suoi massi trovanti lungo i resti della ‘Strada per Milano’;
Ore 10:40 Cremnago d’Inverigo
  • Nei boschi della Valsorda vi sono i  resti più suggestivi dell’antica strada  per Milano
  • Visita al  Lazzaretto e dei resti di una via secondaria denominata ‘Via Chava’.
Ore 11:30 Arosio-Carugo
  • Visita alla seicentesca  ‘Fontana del Nan’ che alimentava Villa Arese Borromeo di Cesano Maderno;
  • Visita del Riserva Naturale del Guercio e dei suoi fontanili;
  • Sopralluogo a cascina Guardia, probabile luogo fortificato altomedievale. 
Si prevede di terminare  la passeggiata alle 12:15/12:30  presso località Pilastrello ad Arosio.
Alcuni volenterosi con auto parcheggiate nei pressi riporteranno i partecipanti in piazzale Carlo Porta a Lurago.

In caso di maltempo o innevamento, la gita verrà rimandata a domenica 17 marzo. Per maggiori informazioni scrivere a paolo.bianchi64@alice.it  o telefonare 335 5303673.

Luigi Perego e Paolo Bianchi

Giorno del ricordo o giorno della disinformazione?

Riceviamo e pubblichiamo la seguente interpellanza presentata da Giuseppina Minotti, capogruppo FdS di Seregno

Signor Sindaco,
sul sito del comune e sui muri di Seregno sono apparsi, in occasione del Giorno del ricordo, i manifesti contenenti l'immagine sotto riportata.



Si tratta di un falso storico già più volte menzionato che tuttavia continua ad essere usato par rafforzare visivamente la tesi che in Istria e Dalmazia si sia compiuto una sorta di pogrom organizzato ai danni degli italiani ad opera dei partigiani (comunisti) jugoslavi.

Eppure proprio la legge istitutiva del Giorno del Ricordo fa menzione del fatto che la tragedia delle foibe va inquadrata nella, testuale: “complessa vicenda del confine orientale”.

Complessa vicenda che cerco di inquadrare partendo da alcune date:
Il 6 aprile 1941 l’Italia fascista, nel quadro della cosiddetta “guerra parallela” voluta da Mussolini, per imitare il suo alleato Hitler, dopo aver aggredito, senza alucun motivo, la Grecia (ottobre1940), aggredisce anche il Regno di Jugoslavia, schierandosi poi con i fascisti croati, i cosiddetti Ustascia, creando uno stato fantoccio con a capo il Dittatore Ante Pavelic e procedendo a varie e documentate rappresaglie di civili sloveni e serbi, fino all’armistizio dell’8 settembre 1943.
Dopo questa data tutti i soldati italiani presenti nella regione Balcanica o vengono catturati e deportati nei lager in Germania o massacrati, se reagiscono, come in alcune città della Dalmazia, o nelle isole di Cefalonia, Corfù ecc. oppure passano nelle file della resistenza anti-nazista.
Rimane l’inerme popolazione civile facile obiettivo delle rappresaglie iugoslave.
Il trattato di pace di Parigi nel 1947, voluto dalle potenze vincitrici USA - URSS - Inghilterra Francia, ci imponeva come Stato aggressore non solo la perdita dell’Istria e della Dalmazia, ma anche il risarcimento dei danni di guerra ammontanti a 330 milioni di dollari a Jugoslavia, URSS , Grecia, Albania ed Etiopia.

Ritornando alla foto si tratta di una evidente forzatura che poco ha a che vedere con i fatti storici e molto con la loro distorsione.

In questo caso si è addirittura usata la fotografia di una fucilazione di contadini sloveni a Dane (Danah na Blokah) il 31 luglio 1942 ad opera del Regio Esercito Italiano già ripresa nella copertina del libro di Gianni Oliva dal titolo Si ammazza troppo poco e dal sottotitolo I crimini di guerra italiani 1940 - 1943.

Si tratta di un fatto grave stigmatizzato dalla stampa slovena (vedi l'articolo del giornale Delo di domenica 10 febbraio 2013) e che richiede le immediate scuse del comune di Seregno.

Chiedo pertanto cosa intenda fare, a questo proposito, l'Amministrazione comunale di Seregno.

Giuseppina Minotti, capugruppo FdS

Per approfondire:
- Dossier foto "Fucilati di Dane, Slovenia 31/7/1942"
- Non dire falsa testimonianza


Nel frattempo, probabilmente in seguito alla segnalazione del falso storico riguardo alla foto da parte del Prof. Sandi Volk  (membro della Commissione consultiva del Comune di Trieste per il Civico Museo della Risiera di San Sabba-Monumento Nazionale), il Comune di Seregno ha provveduto alla rimozione dell'immagine dal proprio sito. 

Ecco come si presentava la pagina web del Comune il giorno 10/2/2013
La pagina web modificata

sabato 23 febbraio 2013

Oasi LIPU di Cesano Maderno: gli eventi del mese di marzo


VENERDI’ 1 e 15 MARZO, ORE 21
ESCURSIONI NOTTURNE ALL’OASI LIPU

Venerdì 1 Marzo all’Oasi LIPU di Cesano Maderno si inaugura la stagione delle visite guidate notturne.
Le visite, a cadenza quindicinale, proseguiranno fino a luglio.
In ciascuna serata, i volontari LIPU dopo una breve presentazione sulla fauna presente in Oasi accompagneranno i visitatori in una passeggiata alla ricerca di civette, allocchi e di altri piccoli abitanti del bosco.

Prenotazione obbligatoria, posti limitati.
Donazione per singola escursione: € 5 a persona; Soci LIPU gratis. Informazioni e prenotazioni: 0362.546827


DOMENICA 10 MARZO, ORE 14:30
VISITA GUIDATA ALL’OASI LIPU

La visita guidata di Marzo avrà come titolo “Rane nel bosco” per meglio scoprire le abitudini di questi piccoli anfibi che abitano l’Oasi LIPU di Cesano Maderno ed è fissato per DOMENICA 10 con ritrovo alle ore 14,30 presso il Centro Visite “Langer” di via Don Orione 43.

Lungo i sentieri i visitatori potranno ammirare la Natura delle Groane come brughiere, boschi e stagni guidati dai volontari LIPU che durante tutto l’anno curano pazientemente e amorevolmente l’area protetta.

Donazione € 3 a persona – Soci LIPU gratis; Informazioni e prenotazioni: 0362.546827

DOMENICA 17 MARZO, ORE 14.30
LABORATORIO PER BAMBINI “NATURARTE”

L’Oasi LIPU di Cesano Maderno organizza un pomeriggio di attività all’aperto durante il quale i partecipanti, bambine e bambini dai 7 ai 10 anni, potranno sperimentarsi in un laboratorio di disegno "naturale". Al termine verrà offerta una gustosa merenda.

Prenotazione obbligatoria allo 0362.546827 oppure via mail a oasi.cesanomaderno@lipu.it
Donazione 5 euro a partecipante, € 3 per i soci LIPU.

DOMENICA 24 MARZO: BENVENUTA PRIMAVERA!
”EVENTO LIPU NAZIONALE “SPRING ALIVE!” - 6° EDIZIONE

All’Oasi LIPU di Cesano Maderno ragazzi e famiglie saluteranno l’arrivo della primavera con giochi all’aperto e visite guidate alla ricerca di rondini, rondoni e altre specie migratrici sui cieli dell’Oasi LIPU nell’ambito del progetto europeo “SPRING ALIVE!”.
Un progetto BirdLife International che coinvolge più di 32 paesi europei ed extraeuropei per far conoscere il lungo viaggio delle migrazioni e l’influenza dei cambiamenti climatici sugli uccelli.
Le attività si svolgeranno nel pomeriggio a partire dalle ore 14.30.
Programma dettagliato della giornata disponibile in Oasi.

Visitate i siti www.springalive.net e www.lipu.it per saperne di più!

GIOVEDI’ 28 E VENERDI’ 29 MARZO
“GIORNATE IN NATURA” - CAMPO PASQUALE 2013

Il 28 e 29 Marzo 2013 l' Oasi LIPU di Cesano Maderno organizza per bambini delle Scuole Primarie due giornate di attività per trascorrere le vacanze di Pasqua in mezzo alla Natura.
Le attività avranno inizio alle ore 9 e termineranno alle 17.
I partecipanti potranno mangiare tutti insieme nell'area pic-nic, con pranzo al sacco portato da casa, mentre la merenda verrà offerta dall'Oasi. I bambini verranno coinvolti in giochi, sfide, una caccia al tesoro lungo i sentieri dell'Oasi, senza però dimenticare gli impegni scolastici: verranno dedicate infatti un paio d'ore mattutine allo svolgimento dei compiti. Sarà un'esperienza stimolante e divertente, e si potranno stringere nuove amicizie e conoscere la Natura che ci circonda.

Donazione 15 euro al giorno, € 12 per i soci LIPU;
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per Informazioni:tel 0362.546827 , e-mail oasi.cesanomaderno@lipu.it

venerdì 22 febbraio 2013

L'Autorità garante sulla Concorrenza e Mercato apre una nuova istruttoria sul servizio idrico integrato della Brianza

Riceviamo e pubblichiamo la sottostante lettera che il Comitato Beni Comuni MB ha indirizzato ai Sindaci,  alle aziende patrimoniali e ai lavoratori del del ciclo idrico della Brianza.

RIAPERTA UNA NUOVA PRATICA DA PARTE DELL’AGCM SULL’AFFIDAMENTO ILLEGITTIMO DEL SISTEMA IDRICO INTEGRATO IN BRIANZA

Il 17 ottobre 2012 l’Autorità Garante si era convocata in adunanza e, dopo aver analizzato la delibera di giunta provinciale n. 85/2011, la nota del 1° dicembre 2011, protocollo 57506/98/2011/275 dell’Ufficio d’Ambito Territoriale Omogeneo, il relativo schema di convenzione, e il parere vincolante della Conferenza dei comuni reso in data 22.12.2011, si era espressa in questi termini: “l’affidamento in house a Brianzacque è avvenuto in assenza dei necessari requisiti per tale forma di affidamento”, “questi ultimi, infatti, devono logicamente essere integrati dalla società a ciò individuata, al momento stesso in cui le viene conferito l’affidamento del servizio senza che il possesso integrale degli stessi possa essere rimandato ad un momento successivo nel tempo.”

In parole povere, tutto ciò significa che l’affidamento a Brianzacque è illegittimo e non potrà mai essere regolarizzato!

A seguito di questa segnalazione dell’AGCM la provincia di Monza pubblicava sul suo sito un singolare documento dal titolo: “Servizio idrico della Brianza: il Garante avalla la scelta della Conferenza dei Sindaci”. Poi, diffondeva un “parere legale” che difendeva la propria scelta spiegando che tutto era nato al momento della costituzione della nuova Provincia, perché Brianzacque, sulla base di un parere legale, sostenne di essere l’affidatario del servizio idrico integrato!!!
Da ultimo, il 27 dicembre 2012, la Conferenza dei Comuni ha prorogato l’affidamento a Brianzacque fino al 30 giugno 2013.

Bene, venuta a conoscenza di queste ingegnose mosse, l’AGCM ha riaperto una pratica per verificare l’applicabilità delle disposizioni di cui alla L. n. 287/1990, ovvero la possibilità di procedere, tramite l'Avvocatura dello Stato, alla presentazione del ricorso avverso i provvedimenti adottati dalla Provincia di Monza e Brianza.

Visto che l’AGCM si era già chiaramente espressa su tale questione, è facile prevedere l’esito dell’istruttoria.
E' bene che gli elettori sappiano che due candidati al Consiglio Regionale della Lombardia,  l'ex Sindaco Sala del PDL e il capolista del PD Enrico Brambilla nell'esercizio delle loro pubbliche funzioni di Assessore Provinciale all'Ambiente delle Provincia di Monza e di Presidente del Collegio Sindacale di Brianzacque hanno sempre difeso l'illegittimo affidamento e omesso ogni riposta all'Autorità provocando la nuova iniziativa d'indagine.

A questo punto, Signori Sindaci, per il bene del Servizio idrico brianzolo, Vi chiediamo ancora una volta di intervenire, di rimuovere immediatamente il CdA dell’ATO e delle società del ciclo idrico brianzolo e di dare avvio a un nuovo percorso all’insegna della legittimità, della trasparenza e dell’efficienza.

Se non ora quando?

Distinti saluti.  
Comitato beni Comuni MB

L'encomiabile lavoro della Guardie WWF in Lombardia. Resoconto attività 2012


Terminata la stagione di caccia è tempo di bilanci
 
Per le Guardie WWF Lombardia il 2012 è stato un anno ricco di soddisfazioni e con ottimi risultati. Ricordiamo innanzitutto, dopo tanti anni, il blocco della caccia in deroga ai piccoli uccelli!



Impegnativo il lavoro di vigilanza che ha portato alla denuncia di 114 cacciatori, a dimostrazione che il bracconaggio purtroppo è ancora molto radicato nella nostra regione; in particolare nella provincia di Brescia.


Altro aspetto importante è l’ottima collaborazione con le forze dell’ordine a conferma della professionalità con cui operano le guardie volontarie del WWF.


"Su un totale di 114 persone denunciate - ha affermato Antonio Delle Monache, coordinatore delle Guardie WWF Lombardia - in ben 93 casi abbiamo ricevuto “supporto”dagli organi di polizia (Polizia Provinciale, Carabinieri e Forestali).  Per i restanti 21 abbiamo proceduto in autonomia presentando denunce ai tribunali competenti."


Importante anche il lavoro svolto dal WWF Lombardia nel monitoraggio costante delle normative regionali inerenti l’attività venatoria e dei piani faunistici della provincia di Milano e Bergamo.


Fondamentale il lavoro dei CRAS (Valpredina e Vanzago) che hanno svolto il fondamentale compito di curare e rimettere in libertà (quando possibile) tutta la fauna viva sequestrata.



"L’attività di vigilanza contro il bracconaggio - ha dichiarato sempre Antonio delle Monache - oltre a richiedere molto tempo, nel 2012 sono state svolte circa 2400 ore sul “campo” ma molte altre sono quelle propedeutiche alla vera vigilanza, risulta molto onerosa economicamente.  Benzina, pedaggi autostradali, riparazioni meccaniche sono le spese maggiori, ma molte altre sono le necessarie per svolgere con efficacia la vigilanza. Da parte nostra, come sempre fatto, oltre all’entusiasmo e dedizione mettiamo i denari ed anche il materiale (binocoli, macchine fotografiche, canocchiali, auto private, ecc.) ma un vostro piccolo contributo ci sarebbe sicuramente di aiuto."

Il Comitato WWF Bergamo ha messo ha disposizione il proprio cc per eventuali donazioni, di seguito dati IBAN: IT 25E 03336 11141 000000009609 CREBERG (Credito Bergamasco) - scrivere nella Causale Donazione Guardie WWF.

 
 

Cioccobici nel Parco della Porada

Percorso di circa 20 KM in totale -  Rientro previsto per le ore 12,00
In caso di maltempo Cioccobici viene spostata a data da definirsi
Nota: Il ritrovo è davanti alla Biblioteca di Lissone
Info: www.equibici.it    info@equibici.it

La bici non consuma e non produce emissioni, non ingombra e non fa rumore:è un mezzo ecologico per definizione ad alta efficienza energetica.
La bici migliora il traffico, l'ambiente, la salute e l'umore.  Scegliamo la bici per i nostri spostamenti quotidiani.
Luci, campanello e catarifrangenti sono obbligatori per legge.

La Lombardia prossima ventura uscirà dall'età del cemento?


di Damiano Di Simine, Legambiente Lombardia
 
L'età del cemento è finita? forse. Certo, facile dirlo in un momento di crisi che, nata proprio dallo scoppio della bolla immobiliare, ha trascinato il settore delle costruzioni e le sue imprese in una recessione nerissima, che non è proprio quello che volevamo: perchè di costruzioni e di costruttori continuerà ad esserci bisogno in un futuro prossimo, specie ora che il modello dell'efficienza energetica impone nuovi e avanzati standard industriali per realizzare manufatti abitativi e produttivi. 

Ma non è la crisi a farci essere ottimisti, ma il fatto che il tema del consumo di suolo oggi non è più un tabù. Lo leggiamo anche nei programmi elettorali e nelle parole pronunciate da molti candidati di tutti gli schieramenti, anche se c'è chi, come Ambrosoli o la Carcano, si spinge oltre, parlando apertamente di consumo di suolo a zero. Sembra un secolo rispetto a quando, in realtà solo 6 anni fa, Legambiente in Lombardia lanciava la sfida, inventando anche il binomio 'consumo di suolo', terminologia fino ad allora sconosciuta nel linguaggio della politica e che fece storcere il naso a molti. Poco dopo, con INU e Politecnico di Milano, costituivamo il primo Osservatorio Nazionale sul consumo di suolo, divenuto ora Centro di Ricerca. E poi lanciavamo una proposta di legge popolare, su cui abbiamo raccolto 13.000 firme (vere) di cittadini lombardi, ma rimasta ahinoi lettera morta, per tre anni inevasa dal Consiglio Regionale della Lombardia: evidentemente nè maggioranza nè opposizione ci credevano veramente. Adesso, non ci sono più scuse.
 

E insieme a questo sforzo, per sistematizzare la conoscenza e comunicare il problema, le nostre battaglie, fatte dai cento circoli Legambiente della Lombardia, continuavano contro le speculazioni e, soprattutto, contro le grandi infrastrutture inutili che hanno costellato l'ultimo quindicennio della programmazione regionale. Anche su questo versante registriamo i primi, seppur tardivi, segnali di ravvedimento. Intanto perchè non siamo più soli a mettere in discussione la 'grande sfida autostradale lombarda', ormai sono sempre più apertamente comitati, reti, ma anche sindaci e organizzazioni sindacali a criticare le incoscienti certezze di chi, come l'ex assessore regionale Cattaneo o l'ex presidente di provincia Penati, ha legato la propria scommessa di consenso alle promesse di una Lombardia a docici corsie. E quel dissenso, di cui noi per molti anni abbiamo interpetato il ruolo di voce isolata, non è più un fiume carsico, ma trova crescente riscontro nelle dichiarazioni di candidati al governo della regione. Certo, su questo versante c'è ancora molto da lavorare e da lottare, perchè le lobby autostradali sono forti di clientele elettorali e molto radicate nel mondo della finanza. Ma a una mente libera oggi non può sfuggire che il futuro della mobilità della Lombardia non può essere affidato al rafforzamento e all'estensione generalizzata della maglia viaria, ma a una sua più razionale gestione, insieme alla risoluzione di alcuni nodi critici. Oltre che ad un ammodernamento ed efficientamento del network e dell'offerta di servizi di mobilità collettiva. E che questa visione non è nè desviluppista nè depressiva dell'economia, che ha bisogno di infrastrutture: non diciamo no alle infrastrutture, ma poniamo il problema di QUALI infrastrutture sono prioritarie. Perchè per troppo tempo la politica ha fatto l'equivalenza infrastrutture=strade. Ma anche le fogne e i depuratori sono infrastrutture, e ne abbiamo un drammatico bisogno, quantificabile in investimenti nell'ordine dei 15 miliardi di euro, la gran parte dei quali per fare tante piccole opere, solo per citare un esempio di infrastruttura dimenticata.
 

Allora a tutti, buon voto. Sapendo che, comunque vada, queste elezioni segneranno un cambiamento, la fine di un'epoca. A seconda di chi vincerà, ma soprattutto delle qualità umane di chi governerà, il cambiamento potrà essere più o meno facile, più o meno positivo, ed assomigliare, quindi, ad un vero miglioramento. Quindi votare e far votare è importante, e se non avete ancora deciso che nome scrivere accanto al simbolo elettorale, vi riportiamo qualche cinguettio, ripreso dai dibattiti con quei candidati che hanno deciso di confrontarsi con noi. Se vi sembreranno frasi fuori dal contesto, o se vorrete approfondire, non dovete far altro che consultare la registrazione video integrale su www.lombardiaduepuntozero.it

Le adesioni all'appello lanciato dai Comitati acqua della Lombardia: 33 candidati per l'acqua pubblica


Comunicato stampa del Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati Acqua Pubblica

Sono 33 i candidati alle elezioni regionali che hanno aderito all’Appello lanciato nelle scorse settimane dal Coordinamento regionale Acqua pubblica della Lombardia.
I candidati, se eletti, si impegnano a formulare, nei primi 100 giorni del nuovo governo regionale, una nuova legge regionale che garantisca la gestione totalmente pubblica dell'acqua in Lombardia.

I 33 candidati che hanno aderito, che si presentano in diverse province, appartengono a 3 liste:
Lista di Etico - A Sinistra, Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento 5 Stelle.

Tra i candidati presidenti, hanno risposto all’Appello Umberto Ambrosoli (coalizione di Centrosinistra) e Silvana Carcano (Movimento 5 Stelle).
Ambrosoli segnala che nel suo programma di coalizione, nella parte dedicata all’acqua, è previsto l’impegno a “portare a compimento l’attualizzazione e lo sviluppo del quadro normativo non limitandosi a modificare la L.R. 21/2010 ma varando in tempi brevi una legge che disciplini la materia in tutti i suoi aspetti, nel rispetto dell’esito del Referendum…”.
Carcano scrive che “l'acqua pubblica è la nostra prima stella, delle cinque; vogliamo vedere finalmente attuata la volontà che ben 27 milioni di cittadini hanno espresso con il Referendum, ma che troppe amministrazioni stanno ignorando. È necessario restituire all’acqua la sua connotazione di bene pubblico, non mercificabile e dalla cui gestione deve essere esclusa ogni possibilità di investimento retributivo. …”.

Il Coordinamento regionale Acqua pubblica della Lombardia ricorda che nell’appello si chiede:
1) di assumere come impegno dei primi cento giorni la formulazione di una legge regionale specifica sul governo e la gestione delle risorse idriche e dell’intero ciclo dell’acqua per tutti gli usi, evitando qualsiasi tentativo di mercificazione della risorsa e di privatizzazione della gestione;
inoltre e in particolare rispetto al Servizio Idrico Integrato (S.I.I.), si chiede che:
2) il S.I.I., inteso quale insieme delle attività di captazione, adduzione e distribuzione di acqua a usi civili, fognatura e depurazione delle acque reflue, sia classificato come un servizio pubblico locale di interesse generale, privo di rilevanza economica;
3) il S.I.I. sia organizzato sulla base di ambiti territoriali ottimali (ATO) corrispondenti ai bacini idrografici;
4) le province, i Comuni e la Città metropolitana organizzino il S.I.I. affidandone la gestione, per ciascun bacino, a soggetti di diritto pubblico;
5) la gestione del S.I.I. sia ispirata a promuovere il risparmio idrico e l’uso dell’acqua di rubinetto da bere.

Elenco delle adesioni all’Appello ai candidati alle elezioni regionali della Lombardia.
Aggiornato al 19.02.2013


Andrea Di Stefano -  Candidato capolista Etico  - A Sinistra
Luciano Muhlbauer  - Candidato lista Etico -  A Sinistra
Stefano Forleo    - Candidato lista Etico - A  Sinistra  
Antonello Patta   - Candidato lista Etico - A  Sinistra  
Marco Fraceti     - Candidato lista Etico - A Sinistra nella lista provinciale di MonzaBrianza
Michele Barosselli  - Candidato lista Etico - A Sinistra nella lista provinciale di Pavia
Stefania Costa Barbé  - Candidata lista Etico - A Sinistra nella lista provinciale di Pavia
Teresio Forti   -  Candidato lista Etico - A Sinistra nella lista provinciale di Pavia
Angela Rozzi    -  Candidata lista Etico - A Sinistra nella lista provinciale di Pavia
Sandro Magni  -  Candidato lista Etico - A Sinistra nella lista provinciale di Lecco
Francesca Berardi - Candidata lista Etico - A  Sinistra   nella lista provinciale di Cremona
Piergiuseppe Bettenzoli - Candidato lista Etico - A  Sinistra   nella lista provinciale di Cremona
Giampaolo Dusi  - Candidato lista Etico - A  Sinistra   nella lista provinciale di Cremona
Danilo Lillia  - Candidato lista Etico - A  Sinistra   nella lista provinciale di Como
Giorgio Riolo  - Candidato lista Etico - A  Sinistra   nella lista provinciale di Milano
Barbara Baldini  - Candidata lista Etico - A  Sinistra   nella lista provinciale di Sondrio
Matteo Gaddi  -  Candidato Lista Etico - A Sinistra nella lista provinciale di Brescia

Giulio Cavalli -  Consigliere Regionale uscente – Candidato SEL
Bernardo Barra, Candidato SEL nella lista provinciale di Milano
Vicky Tshimanga - Candidato SEL nella lista provinciale di Sondrio
Maria Bottini  - Candidata SEL nella lista provinciale di Varese
Andrea Bagaglio - Candidato SEL nella lista provinciale di Varese
Cinzia Colombo  - Candidata SEL nella lista provinciale di Varese
Francesco Liparoti  - Candidato SEL nella lista provinciale di Varese
Marzia Giovannini - Candidata SEL nella lista provinciale di Varese
Luca Saibene - Candidato SEL nella lista provinciale di Varese

Alice Tranchellini, Candidata lista Movimento 5 Stelle
Ileana Bego, Candidata lista Movimento 5 Stelle
Andrea Galluzzi, Candidato lista Movimento 5 Stelle
Pasquale Claudio Morgigno, Candidato lista Movimento 5 Stelle
Emanuela Salogni - Candidata lista Movimento 5 Stelle
Michela Scognamiglio, Candidata lista Movimento 5 Stelle nella lista provinciale di MonzaBrianza
Gianmarco Corbetta - Candidato lista Movimento 5 Stelle nella lista provinciale di MonzaBrianza

lunedì 18 febbraio 2013

HerpeThon 2013: le iniziative in Brianza (e in Lombardia)

La seconda edizione di HerpeThon, la maratona erpetologica della Societas Herpetologica Italica, conferma l’interesse per il mondo degli Anfibi e dei Rettili, animali spesso poco noti, misconosciuti e perseguitati. Una loro migliore conoscenza non può che favorirne la conservazione, in un momento in cui le alterazioni ambientali e il riscaldamento globale minacciano la biodiversità del pianeta. HerpeThon si presenta all’appuntamento del 2013 arricchito di nuovi protagonisti e di accattivanti tematiche.

Erpetologi e naturalisti partecipano in varie città italiane a HerpeThon2013, portando le proprie esperienze al grande pubblico. Come classiche conferenze o come testimonianze in prima persona, per far meglio comprendere quali sono le emergenze di salvaguardia. Infatti, il sottotitolo dell’edizione di quest’anno è Problemi di conservazione della fauna erpetologica nel terzo millennio: estinzioni, introduzioni di specie alloctone, commercio internazionale e programmi di salvaguardia in Italia e nel mondo.

La conservazione dell’erpetofauna del nostro Paese, nonché di quella degli “hot-spot” della biodersità mondiale, rappresenta una fra le sfide di maggior rilevanza. L’anno in corso, fra le varie cose, è stato anche dichiarato “Anno del serpente”, sulla base dell’oroscopo cinese. Insieme all’ormai classico appuntamento annuale del “Save the frogs Day” del 27 aprile rappresenterà una celebrazione importante a cui concretamente ispirarsi.

Programma delle iniziative in Brianza (e in Lombardia)


Venerdì 8 marzo 2013 - ore 20.30
Sala riunioni del Centro Tecnico Naturalistico del Parco Valle Lambro
Cascina Boffalora - Via Susani - Rancate di Triuggio (MB)

Ovature e larve degli Anfibi nel comune di Triuggio (MB)
Luciano Inglesi, Associazione Amici della Natura
Francesco Ficetola, Università degli Studi di Milano Bicocca
Romano Rocchetta, Associazione Amici della Natura
Raffaele Comi, Associazione Amici della Natura


Serata di conoscenza degli Anfibi locali, breve introduzione e presentazione del censimento dei rospi e della campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per la conservazione della specie Bufo bufo effettuata dagli Amici della Natura negli anni precedenti.
Passseggiata notturna, visita dello stagno di Canonica Lambro ed aree umide per l’osservazione di ovature e larve di Anfibi.
L’incontro avverrà presso la sala riunioni del CTN del Parco Valle Lambro di Cascina Boffalora a Rancate di Triuggio (MB) e sarà seguito dalla passeggiata.
La serata fa parte di un ciclo di appuntamenti programmati da diverse organizzazioni all’interno del Parco Regionale della Valle del Lambro.


Venerdì 15 marzo 2013 - ore 20,45
Museo Civico di Storia Naturale
Via Cortivacci, 2 - Morbegno (SO)

Interventi di conservazione degli habitat per gli Anfibi in due Siti d’Importanza Comunitaria del Parco delle Orobie Valtellinesi
Vincenzo Ferri, Studio Natura Arcadia

I siti più utilizzati per la riproduzione dagli Anfibi sono, in ordine di importanza, le pozze più o meno durature, gli stagni e i laghetti d’abbeverata, gli abbeveratoi e i fontanili: si tratta di habitat abbastanza rappresentati in alcuni Siti d’Importanza Comunitaria del Parco, ma rari o molto localizzati in altri. La manutenzione di questi invasi, un tempo a carico degli alpeggiatori, condotta sempre meno a causa della scarsa manodopera disponibile, è di fondamentale importanza a fini ecosistemici.
Il Progetto che si presenta si è posto come obiettivo, in sintesi, di salvaguardare e potenziare le popolazioni delle specie di Anfibi attraverso la conservazione di alcuni importanti siti riproduttivi, con azioni di miglioramento della ritenzione, permanenza e qualità delle acque e della possibilità di accesso alle stesse.



Sabato 16 marzo 2013 - ore 21.00

Località Foppe di Fornacetta
Via Fornacetta, 88 - Inverigo (CO)

Rane e rospi festeggiano il ritorno della primavera: la tutela degli Anfibi nel comune di Inverigo
Raoul Manenti, Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano

Gli Anfibi sono animali spesso ignorati o considerati dannosi. In realtà dal punto di vista ecologico sono molto importanti per numerosi ambienti e costituiscono un elemento di biodiversità molto prezioso, soprattutto in Brianza dove sono purtroppo sempre più rari. Questo primo incontro, che fa parte
di un ciclo di appuntamenti all’interno del Parco Regionale della Valle del Lambro dedicati a questi animali, si svolge alle Foppe di Fornacetta, interessante area umida proposta come Area di Rilevanza Erpetologica per le diverse specie che ospita.
In particolare quest’uscita è rivolta all’osservazione della riproduzione della rana di Lataste, della rana dalmatina, del rospo comune con l’osservazione delle prime ovature deposte e l’ascolto dei canti dei maschi e del tritone punteggiato.


Sabato 30 marzo 2013 - ore 20,30
Centro di Educazione Ambientale “Bambini di Beslan”
Località Castel del Lago - Monguzzo (CO)

Conosciamo le specie presenti e impariamo come comportarci
Alessandro Monti, Studio professionale Tu.G.A.

In ambito internazionale la fascia alpina è uno dei territori di maggior interesse per la presenza e conservazione di specie di Anfibi e Rettili. Grazie alle loro peculiarità biologiche, sono ottimi indicatori ecologici indispensabili in ogni analisi ambientale.
La particolare biologia rende, infatti, questi animali estremamente sensibili alle modifiche del proprio habitat.
La conservazione assume particolare interesse per il mantenimento della biodiversità, grazie alla funzione chiave svolta negli ecosistemi da questi animali e all’importanza degli habitat normalmente frequentati, come aree umide e zone ecotonali. Attualmente le cause principali del drastico declino sono attribuibili a distruzione o alterazione degli habitat, introduzione di specie esotiche e diffusione di agenti patogeni.


Sabato 25 maggio 2013 - dalle 15.00 alle 17.00
Oasi LIPU Bosco Negri
Viale Bramante, 1 - Pavia

Alla scoperta degli Anfibi e dei Rettili
Edoardo Razzetti, Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Pavia

L’Oasi LIPU Bosco Negri è un’area protetta a due passi da Pavia che ospita una grande varietà di animali tra cui anche molti Anfibi e Rettili. Questo incontro permetterà di vedere alcune delle specie presenti nel loro ambiente naturale. L’iniziativa, curata dal Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia è parte del progetto “Na-tour: volontari in rete” che punta alla valorizzazione e alla fruizione sostenibile dei parchi urbani del Comune di Pavia, in particolare rientrerà nel programma del “Na-tour Festival d’Estate”.


7 - 18 ottobre 2013 - ore 20.30
Museo Civico di Scienze Naturali “E. Caffi”
Piazza Cittadella, 10 - Bergamo

Anfibi e Rettili montani: monitoraggi e attività di conservazione nel Parco delle Orobie Bergamasche

Andrea Corbetta, Anna Rita Di Cerbo, Giovanni Giovine, Stazione Sperimentale Regionale per lo studio e la Conservazione degli Anfibi in Lombardia - Lago di Endine (Bergamo)

Nonostante lo sfruttamento economico, le Orobie bergamasche hanno, a oggi, una buona valenza erpetologica. Durante il quadriennio 2009/12 è stato attuato il Progetto Anfi.Oro., voluto dal Parco delle Orobie Bergamasche, con lo scopo di monitorare le specie più significative. Tra gli Anfibi sono presenti interessanti popolazioni di ululone (Bombina variegata) e salamandra alpina (Salamandra atra); tra i Rettili, la sub-endemica lucertola della Carniola (Zootoca vivipara carniolica). L’ululone ha per il Parco un’importanza strategica, sia perché specie protetta di alta rilevanza regionale ed europea, sia perché le popolazioni sono le più occidentali delle Alpi meridionali. Salamandra alpina presenta popolazioni isolate ben distinte geneticamente dalle altre salamandre nere. Saranno presentati i risultati dei monitoraggi e delle attività di conservazione nel Parco promosse dalla Stazione Sperimentale Regionale per lo Studio e la Conservazione degli Anfibi in Lombardia-Lago d’Endine.

HerpeThon2013 è un’iniziativa di Societas Herpetologica Italica e Museo Regionale di Scienze Naturali
Concept e coordinamento: Franco Andreone
Comitato scientifico: Massimo Capula, Andrea Dall’Asta, Mario Lo Valvo, Giovanni Scillitani
Segreteria organizzativa: Roberta Pala
Progetto grafico: Giancarlo Prono
Ideazione del logo: Tom Verbraeken
Realizzazione e stampa: Centro Stampa Regione Piemonte
Contatti: http://www-3.unipv.it/webshi/ - herpethon2013@gmail.com


Dieci sonetti di Heaney per la Brianza

Giovedì 21 Febbraio 2013 - ore 18.00
Giornata Mondiale UNESCO della Lingua Madre
presso la Biblioteca dei Frati Barnabiti in Piazza Carrobiolo 6, Monza (MB)

Presentazione del libro:

Des fil d'erba irlandes volaa in Brianza
Ten Irish leaves of grass flown to Brianza
Dieci fili d'erba irlandesi volati in Brianza


I dieci "Glanmore Sonnets" del Premio Nobel irlandese Seamus Justin Heaney
Tradotti e commentati in lombardo, inglese e italiano da Renato Ornaghi
Edizioni Opificio Monzese delle Pietre Dure


Un libro assai particolare e originale questo, che si caratterizza per avere un medesimo contenuto in tre lingue: il lombardo occidentale, l'inglese e l'italiano. Tre libri in uno dunque, con in più una stimolante introduzione-riflessione di Maria Vittoria Sala e Marco Tamburelli dedicata all'importanza (non solo identitaria, ma anche pratica) della Lengua Mader.

Nelle intenzioni dell'autore Renato Ornaghi, questo libro trilingue intende rappresentare una vera e propria "stele di Rosetta" della sua prima Lengua, dimostrandone la pari dignità letteraria e operativa con altre (solo apparentemente) più blasonate lingue: l'italiano ovviamente, ma poi soprattutto l'onnipresente lingua inglese.

Questo (ma non solo) vuole dunque essere "Des fil d'erba irlandes volaa in Brianza" (Dieci fili d'erba irlandesi volati in Brianza), un libro che è poi all'atto pratico la traduzione commentata dei dieci splendidi "Glanmore Sonnets" scritti dal poeta irlandese Premio Nobel Seamus Justin Heaney.

Ognuno dei dieci sonetti di Heaney ­ come si è appena detto ­ è pariteticamente tradotto e commentato in lombardo, inglese e italiano e rappresenta nel libro un capitolo a sé: Renato Ornaghi ci propone partendo da ciascuno di essi un tema di discussione, per effettuare un confronto tra le terre d'Irlanda e della Brianza, due territori apparentemente assai lontani e che invece trovano in questo libro inaspettate analogie e similitudini. Questi "temi" estrapolati dai dieci sonetti di Heaney si concretizzano in dieci idee emblematiche, quasi archetipi all¹interno di ogni cultura: lo Scrittore, l¹Albero, il Compleanno, la Terra, il Racconto, il Treno, il Mare, l'Eroe, la Casa, il Sogno.

Un libro che ci conduce in sostanza in una sorta di "viaggio virtuale" in tre lingue tra due terre e due culture, per arrivare a scoprire che le terre di Brianza e Irlanda possono essere quasi considerate sorelle. Ma a rileggerlo meglio, è questo un libro che soprattutto esprime l'orgoglio linguistico e l'amore quasi viscerale che Renato Ornaghi ha per la sua Lengua Mader.

Un libro non a caso pubblicato proprio il 21 febbraio, data che l'UNESCO ha stabilito quale World Mother Tongue Day: Giornata Mondiale della Lingua Madre.

Per informazioni: www.opificiomonzese.it - opificiomonzese@virgilio.it

domenica 17 febbraio 2013

Corso di fotografia naturalistica con il WWF di Lecco


L'Associazione WWF Lecco, in collaborazione con il Parco Monte Barro, con il patrocinio del Comune di Galbiate e del Comune di Lecco e grazie al contributo di Acel Service, propone un corso di fotografia naturalistica.

Il Relatore

Alberto Nardi, salernitano, residente in provincia di Bergamo, classe 1960, fotografo professionista dal 1987.
Ha pubblicato sulle più importanti riviste italiane di natura e viaggi: Airone, Bell'Italia, Dove, Gardenia, Gente Viaggi, Natura Oggi, National Geographic (ed. italiana), Oasis, Orobie...
Al suo attivo anche due libri: Il sentire delle montagne (in collaborazione con Regione Lombardia) e Passi e Valichi della Montagna Lombarda (Edizioni Oros).

Il programma del Corso

Il corso di fotografia naturalistica e` rivolto a tutti i fotoamatori che, sebbene dotati di una conoscenza generale di concetti e di pratica, non posseggono una piena padronanza dei mezzi e della tecnica correntemente utilizzati in fotografia. Lo scopo del corso è quello di abituare l'occhio ad uno sguardo fotografico differente verso l'ambiente.

Il programma prevede cinque serate, che si terranno presso l’Aula Multimediale dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco, e un'uscita fotografica guidata nel Parco Monte Barro:
  • Martedì 12 marzo 20.45. Tecniche di base: tempi, diaframmi e ottiche nella foto naturalistica
  • Martedì 19 marzo 20.45. La foto di paesaggio: tecnica e composizione
  • Martedì 26 marzo 20.45. Macrofotografia, insetti, fiori, funghi e farfalle...
  • Martedì 9 aprile 20.45. Fotografare (rispettandoli) gli animali in natura
  • Sabato 13 aprile. Uscita fotografica guidata nel Parco Monte Barro
  • Martedì 16 aprile 20.45. Visione delle immagini dei partecipanti ed elementi di postproduzione
L’Organizzazione si riserva di chiudere anticipatamente le iscrizioni al raggiungimento di un massimo di 50 partecipanti. Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione, che si chiuderanno entro l’8 marzo, sono disponibili sul sito wwf.lecco.it.

Il Comitato Beni Comuni di MB presenta "Aria da morire"


"Lambro, un monologo" in mostra a Villasanta


venerdì 15 febbraio 2013

Pedemontana in arrivo. Le associazioni ambientaliste chiedono di verificare lo stato di contaminazione da diossina lungo la tratta B2


LA SALUTE DEI CITTADINI E' LA PRIMA FONTE DI ECONOMIA DEL TERRITORIO

E' di ieri il comunicato stampa (vedi riquadro sotto) di Sindaci e Sindache dei Comuni di Lentate sul Seveso, Meda, Barlassina, di Cesano Maderno e della Commissaria Prefettizia del Comune di Seveso: correttamente chiedono conto a CAL del punto in cui si trova l’iter progettuale di  Pedemontana nella Tratta B2, progetto disperso dal mese di agosto 2012.

"Ben venga una posizione chiara dei Sindaci" afferma Gemma Beretta, presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, portavoce del Coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile, che da anni segue il progetto di Pedemontana.

"Purtroppo però il loro documento non menziona e non chiede conto di un dettaglio tutt'altro che trascurabile: l'obbligo per Pedemontana di verificare lo stato di contaminazione da DIOSSINA del terreno ferito dall'incidente del 1976 prima di procedere con l'opera". L'obbligo è determinato da una prescrizione del CIPE - la n. 3, in altri termini è un obbligo di legge.

"L'approfondimento è necessario, oltreché obbligato - dichiara Alberto Colombo, portavoce di Sinistra e Ambiente di Meda - anche perché i rilievi ARPA del 2008 già confermavano quelli del JCR di Ispra del 1997/1999  e segnalavano la presenza di forti concentrazioni di diossina, oltre i limiti di legge (52 campioni oltre il limite per accesso pubblico e 10 oltre il limite industriale, 10 volte più elevato) non solo nella zona A - attualmente sede del Bosco delle Querce - ma anche nella zona B e di rispetto R, dove sono previsti svincoli, opere complementari e strade di viabilità accessoria.
E’ singolare quindi che non si chieda, anche coinvolgendo l’ARPA, se sia stata effettuata e con quali metodologie e risultati, la campagna di rilevamenti approfonditi proprio nei Comuni della tratta B2 di Seveso, Meda, Cesano Maderno e Bovisio Masciago, da allargare anche a Desio, così come chiede la stessa amministrazione desiana.”


Per far fronte alla necessaria bonifica dell'area contaminata nel caso di movimentazione di terreno contaminato i costi lieviterebbero enormemente, come giustamente ricorda anche Legambiente Lombardia in un comunicato stampa uscito sempre nella giornata di ieri.

"Qualora si realizzi l’autostrada Pedemontana, con il suo passaggio in zone con terreno contaminato da Diossina, per un adeguato lavoro di bonifica e di tutela della salute dei cittadini e degli operatori di Pedemontana, non basterebbero certo i 60 milioni di euro prospettati da Pedemontana per le opere viabilistiche e le compensazioni ambientali e i Sindaci mancano di chiedere proprio questo a Pedemontana, cioè che si faccia carico, nel caso, anche di questi costi aggiuntivi".
A sostenerlo è Gianni Del Pero, esponente locale del WWF.

"La salute dei cittadini - conclude infine Gemma Beretta -, vale più di ogni altro bene e è la fonte stessa dell'economia di un territorio. Sono i Sindaci i primi responsabili di questo bene prezioso, chiediamo loro di non dimenticarlo".


Comunicato stampa dei Comuni di Comuni di Lentate sul Seveso, Barlassina, Seveso, Meda e Cesano Maderno

PEDEMONTANA/ FINITE LE RISORSE
UN DISASTRO PER VIABILITÀ, AMBIENTE ED ECONOMIA BRIANZA


Pedemontana è in costruzione, una parte potrebbe aprire già all'inizio del 2014 e, come sostengono i principali candidati a governare la Regione, si tratta di una delle opere che devono essere terminate. Ma per il suo completamento le risorse non ci sono e il progetto esecutivo delle tratte brianzole e bergamasche ha un ritardo drammatico e inspiegabile. Tutto ciò rende impossibile concludere l'opera in tempo per ExpoMilano2015.
Con una serie di conseguenze disastrose su viabilità, ambiente ed economia. La denuncia arriva dai sindaci dei Comuni interessati in particolare alla costruzione della tratta B2 (Lentate sul Seveso, Barlassina, Seveso, Meda e Cesano Maderno) che già hanno diffidato Cal e Apl a chiarire la situazione e a prendere provvedimenti per scongiurare ciò che si configurerebbe un vero e proprio disastro per il territorio, spina dorsale dell’economia lombarda. Ora tutto dipenderà dal prossimo Collegio di Vigilanza, il cui presidente ne ha assicurato la convocazione nelle prossime settimane.

Il rischio, fanno presente i sindaci, è che si completi la  tratta A8-A9, ovvero il tratto di raccordo tra le autostrade per Varese e Como, rispettivamente da Cassano Magnago a Lomazzo, nonché del tratto tra Lomazzo e Lentate sul Seveso, e che tutto il traffico autostradale sfoci poi sulla SP35, sulla prima curva della Milano-Meda. Così scaricando su una provinciale già collassata e maltenuta il traffico di una nuova autostrada e saturando la viabilità locale delle auto e dei camion e di chi vorrà raggiungere il moncone di Pedemontana per andare verso Como, Varese, Malpensa e il Piemonte.

Come se non bastasse, per ottenere questo scempio sarebbe necessario destinare alla tratta già in esecuzione gran parte del miliardo e duecento milioni di euro (1,2 milardi di euro) di contributo pubblico destinato all'intera opera e che sarebbe quindi sottratto alla Brianza ed alla Provincia di Bergamo pregiudicando definitivamente la prosecuzione dei lavori.

I sindaci della tratta B2 chiedono dunque alla Regione Lombardia, che è da sempre regista dell'opera, di farsi garante:
  • della prosecuzione e del completamento dei lavori;
  • del mantenimento del contributo pubblico a servizio dell'intera opera e di tutto il territorio interessato, non autorizzando che venga anticipato per compensare le risorse non versate dai soci privati.
Chiedono inoltre a Pedemontana Spa il versamento dei 60 milioni di euro di compensazione previsti dal Cipe, in modo che i Comuni e la Provincia di Monza e Brianza possano realizzare subito opere di viabilità minore e opere ambientali che aiutino a sopportare l'impatto dei cantieri e della futura autostrada, che in quel territorio avrà il proprio svincolo principale nell'area tristemente famosa dell'incidente di Seveso del '76 e che non può e non deve pagare ancora.

Già nella diffida a Cal e Apl i primi cittadini hanno chiesto che la concedente pubblica Cal Spa non aumenti per nessuna ragione i trasferimenti (fino all’80% da 35,74%) a Pedemontana utili alla conclusione del primo lotto, essendo i Comuni del lotto 2 i destinatari legittimi di tali fondi pubblici. E hanno altresì diffidato Cal dall’approvare qualsiasi variante contrattuale che determini una realizzazione dell’opera difforme nei modi e nei tempi da quanto previsto dal progetto definitivo licenziato dal Cipe, con riferimento in particolare a una esecuzione frazionata dell’appalto sottoscritto tra Autostrada Pedemontana Lombarda Spa e Strabag Spa.

Dichiarazioni

“Siamo completamente all’oscuro di quanto sta per accadere, se è vero che entro il prossimo 28 febbraio Pedemontana, società controllata da Serravalle, dovrà dare prova a Impregilo, che guida la cordata delle imprese che hanno vinto la gara d’appalto per la realizzazione del lotto 1, di avere trovato “ulteriori risorse” per 200 milioni di euro necessarie alla conclusione di tale opera”, denunciano i sindaci di Lentate sul Seveso, Barlassina, Seveso, Meda e Cesano Maderno.

“Vogliamo sapere se è vero che la concessionaria non dispone delle risorse necessarie alla conclusione del lotto 1 e se è vero che si attingerà a quanto destinato al lotto 2. In tal caso si verrebbe a prefigurare una variazione radicale del programma rispetto a quanto stabilito dal Cipe. Ma il Cipe – domandiamo – ne è a conoscenza?”.

“Il nostro obiettivo è anche salvaguardare la filiera produttiva interessata che verrebbe gravemente danneggiata dall'apertura al traffico delle tratte A e B1. In tal caso il traffico autostradale si riverserebbe sulla S.P. 35 e sulla Comasina S.P. 44Bis intasandole, stante che l’Expo del 2015 è ormai alle porte. A quale destino andranno incontro i tanti, tantissimi imprenditori e artigiani della Brianza che dovranno recarsi a Milano durante l’Esposizione Universale senza poter godere di una occasione unica per il loro business, semplicemente perché la viabilità sarà loro assolutamente ostile?”.

Rassegna stampa:
- Gli ambientalisti: aree di diossina nei terreni della Pedemontana? (Il Cittadino)
- Pedemontana senza soldi non farà i sottopassi (Meda informa)
- Pedemontana: i sindaci preoccupati alzano la voce (Quì Brianza)

La Pedemontana è diventata lo zombie della Brianza


La tratta B2 sempre più a rischio, tra collasso da traffico e disastro ambientale. Una soluzione c'è, ma occorre realismo, umiltà e trasparenza.

Doveva essere la soluzione ai problemi di mobilità della Brianza, diventerà un macigno gettato in mezzo ad un sistema di viabilità da tempo prossimo al collasso. Ostaggio di calcoli politici e vittima della sindrome da gigantismo infrastrutturale, l'opera, i cui cantieri sono aperti da tre anni con la promessa, ormai dichiaratamente impossibile, di completare tutto il tracciato (da Malpensa a Dalmine) per Expo 2015, non ha ancora ultimato il primo e il più inutile dei suoi cinque lotti, ovvero il collegamento tra la A8 e la A9 a Lomazzo, provocando immensi danni ambientali solo per fare un inutile raddoppio dell'autostrada dei laghi. 

Non si sa nulla di ufficiale del secondo lotto, quello che dovrebbe collegare la A9 alla superstrada Milano-Lentate, anche se si vocifera che il progetto esecutivo sia stato finalmente consegnato dalla società vincitrice dell'appalto, il colosso austriaco Strabag. Poco più che voci di corridoio, dal momento che la concessionaria, Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) Spa, si guarda bene dal mettere a disposizione informazioni su un progetto da oltre 5 miliardi di euro, in parte coperti da finanziamenti e crediti statali. 

Ma è sulla tratta B2, consistente in una radicale riqualifica e ampliamento di circa 12 km della esistente superstrada da Lentate S/S a Cesano Maderno, che i dubbi sono più forti. Qui infatti la cantierizzazione avverrebbe in un'area ad elevatissima densità urbana, e in cui per di più i pochi terreni liberi sono tutt'ora contaminati dalla diossina rilasciata dall'incidente di Seveso del 1976: un inquinamento che interessa anche il territorio di Desio, dove sorgerebbero alcuni dei più grandi cantieri della successiva tratta C, facendo sì che la semplice movimentazione dei suoli provocherebbe la dispersione in atmosfera delle polveri tossiche. Un problema ampliamente sottovalutato nei progetti di Pedemontana, ma che rischia di far lievitare enormemente i costi dei cantieri. Ad essere investita dall'intervento, inoltre, sarebbe una arteria fondamentale di collegamento da e per il capoluogo lombardo, strada già congestionata oltre ogni limite, incapace di accogliere l'ulteriore traffico delle tratte di adduzione di Pedemontana. Il condizionale è d'obbligo, perchè sul fatto che i cantieri partano veramente ogni dubbio è legittimo, di fronte ad una APL che vede ai suoi vertici dimissioni e nuove nomine ad ogni cambio di stagione, e di cui ormai è chiaro lo stato di drammatica prostrazione finanziaria, dal momento che il socio di maggioranza, Serravalle Spa, non versa le quote di capitale sociale e le banche finanziatrici vogliono vederci chiaro sul futuro dell'opera. 

“Pedemontana più che un ecomostro è già un morto che cammina, un eco-zombie, che però può fare ancora molti danni al territorio - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - il progetto deve essere rimodulato e risanato con energici tagli all'opera principale e alle viabilità complementari, e questo deve avvenire in modo trasparente, riaprendo i tavoli con tutti gli enti interessati dall'opera. L'obiettivo è il dimezzamento secco dei costi e, conseguentemente, dell'impatto ambientale”.

Un obiettivo impossibile? No, a giudizio di Legambiente, che ritiene l'opera sproporzionata ai bisogni reali. Ma la rimodulazione va fatta scrivendo un nuovo patto sia con l'ente concedente (CAL, concessionaria Autostradale Lombarda, partecipata da Regione Lombardia e ANAS ciascuna al 50%) che con i comuni e gli altri enti del territorio, finora tenuti fuori dalla porta.

“Alla Lombardia non serve un'autostrada che riduca di 20 minuti i tempi di percorrenza tra Malpensa e Orio, ma un'opera che aiuti a risolvere il nodo brianzolo e le esigenze di mobilità dei pendolari e delle imprese: per questo è possibile fin d'ora cancellare definitivamente il lotto D, il più lungo, di collegamento tra Vimercate e Osio, così come i secondi lotti delle tangenziali di Varese e Como, e ridurre calibro e svincoli della tratta centrale tra Desio e Vimercate, anche alla luce del vistoso calo dei flussi di traffico che si sta registrando su tutta la rete stradale. Riguardo alla riqualifica della Milano-Lentate, una soluzione molto più sobria ma funzionale è quella di limitarsi ad introdurre la terza corsia reversibile, da usare alternativamente verso Milano al mattino e verso Lentate nell'ora di punta pomeridiana, riducendo allo stretto indispensabile le cantierizzazioni su suolo contaminato”.

Su un aspetto però gli ambientalisti non sono disposti a sconti: le misure compensative ambientali. “Senza una revisione dell'intero progetto, andiamo incontro ad un cantiere che impiegherà decenni a completarsi, con il rischio concreto di diventare una immensa area dismessa a meno di improbabili e inopportune elargizioni di denari pubblici, e con la certezza che le uniche opere che verranno rimandate sine die saranno le compensazioni ambientali: questo è proprio ciò che non può permettersi un territorio già gravemente penalizzato da Pedemontana”.

Quello delle grandi opere inutili, pesantissimo retaggio dell'era formigoniana, rappresenta un tema troppo poco considerato dai candidati alle imminenti elezioni regionali, per questo Legambiente è tra i promotori del dibattito “Grandi opere inutili in Lombardia: quando basta?” che si terrà sabato pomeriggio , con interventi di Ivan Cicconi, esperto di appalti pubblici, Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia. Appuntamento con la stampa alle ore 14.30, sabato 16 febbraio, salone ACLI di Milano in via della Signora.

Legambiente Lombardia

Urbanistica e corruzione a Seregno


Giovedì 21 febbraio, alle 20.30, presso la Sala Civica Gandini (in via XXIV Maggio) a Seregno avrà luogo l'incontro

URBANISTICA e CORRUZIONE

intervengono:
  • Marco Cappelletti, assessore all'urbanistica del Comune di Lentate e autore del libro La Corruzione nel Governo del Territorio (2012, Booksprint editore)
  • Marco Ponti, Economista dei Trasporti del Politecnico di Milano
  • Lucrezia Ricchiuti, candidata al Senato della Repubblica per il Partito Democratico
  • Vittorio Pozzati, candidato al Consiglio Regionale della Lombardia per il Partito Democratico
A moderare la serata sarà Paolo Colzani, giornalista de Il Cittadino

Riceviamo e pubblichiamo - Lettera dal Consiglio Comunale n. 15

di Mauro Ballabio, Capogruppo consiliare del Partito Democratico - Circolo di Seregno
pdseregno@gmail.com - www.pdseregno.it 

COMMISSIONE DI INCHIESTA SU PGT E AREE INDUSTRIALI DISMESSE

Se fossero confermati i reati ipotizzati dalla Procura di Monza a carico degli undici destinatari degli avvisi di garanzia (tra cui il super-assessore all’urbanistica, ai lavori pubblici e all’edilizia privata dei primi 5 anni di amministrazione Mariani, Attilio Gavazzi, e l'ex Capogruppo del PDL, Ugo Calò), la responsabilità politica non potrebbe che ricadere sul Sindaco e sull’intera amministrazione. I piani su cui indaga la Procura infatti sono stati votati da PDL e Lega, con il PD strenuamente all’opposizione.

Per Seregno la stagione delle umiliazioni non ha fine; non passa giorno senza che la città finisca nella cronaca giudiziaria. A questo punto solo le dimissioni del Sindaco ed un cambio di amministrazione potrebbero porre un radicale rimedio al problema del sospetto.

In ogni caso da questa situazione si può uscire solo facendo chiarezza su ciò che è stata l’urbanistica a Seregno negli ultimi otto anni, indipendentemente dalla sopravvivenza di questa Giunta. Per questo il Partito Democratico chiederà l’istituzione di una commissione di inchiesta del Consiglio Comunale, al fine di chiarire, in particolare, cosa sia accaduto sul territorio mentre la prima bozza di PGT restava chiusa in un cassetto, quali compravendite di proprietà siano state registrate, e in quale modo siano stati gestiti Piani Integrati di Intervento e trasformazioni edilizie di aree industriali dismesse, con quali benefici per il Pubblico e per il Privato.